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Marché de Noël de Martigues, chalets illuminés en soirée Immagine illustrativa
Date da confermare

Mercatino di Natale di Martigues

I mercatini di Natale di Martigues allestiscono una ventina di casette sull’esplanade des Belges, nella Venezia provenzale, con santon, poutargue e videomapping al Miroir aux oiseaux.

Appuntamento locale Autentico Per famiglie Goloso Piccolo (meno di 30 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Martigues

I punti forti del Mercatino di Natale di Martigues

  • Casette sull’esplanade des Belges, lungo i canali della Venezia provenzale
  • Videomapping proiettato sulle facciate del Miroir aux oiseaux nei weekend prima delle feste
  • La poutargue di Martigues, uova di muggine essiccate soprannominate caviale di Martigues
  • Santon del presepe e tredici dessert provenzali
  • Museo Ziem gratuito e quartiere dell’Île a pochi minuti dalle casette

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

Poutargue di Martigues

Uova di muggine essiccate

tredici dessert provenzali

torrone

calissons

fougasse all’olio d’oliva

foie gras

prodotti corsi e bretoni

vin brulé speziato

Martigues conserva a dicembre il fascino che le è valso il soprannome di Venezia provenzale: tre quartieri collegati da ponti, canali che tagliano la città a fette e facciate colorate che si ripetono nell’acqua. I mercatini di Natale di Martigues piantano le casette sull’esplanade des Belges, in pieno quartiere di Jonquières, a pochi minuti dal celebre Miroir aux oiseaux. Una ventina di artigiani vi propongono santon (le statuine provenzali del presepe), golosità e idee regalo, mentre le luminarie vestono i quais e il videomapping illumina le vecchie case del quai Brescon. Tra lo stagno di Berre da un lato e il canale di Caronte dall’altro, la città ha conservato l’anima di porto di pesca, quella dei pointus ormeggiati e delle giostre nautiche dell’estate. Si viene per il mercatino, si resta per la luce sull’acqua, la stessa che ha catturato Ziem, Corot e Dufy.

Le casette dell’esplanade des Belges, a Jonquières

Il villaggio si tiene sull’esplanade des Belges, lungo il canale di Jonquières, uno dei tre quartieri storici della città con l’Île e Ferrières. Una ventina di casette di legno vi prendono posto, strette l’una all’altra, in un formato che si percorre senza fretta. Si passa dagli articoli di decorazione ai banchi golosi in pochi passi, e gli artigiani locali la fanno da padroni: santon della maison Jacquet con il nuovo personaggio dell’anno, creazioni tessili della Venezia di Martigues, pelletteria fatta a mano, fino agli astucci per le bocce da pétanque. Le giostre per bambini girano gratuitamente nelle vicinanze, e il parcheggio del centro resta gratuito durante i festeggiamenti, il che semplifica la visita in famiglia. Anche il clima aiuta: i dicembre di Martigues restano miti, e si percorrono le corsie in giacca piuttosto che infagottati sotto tre strati.

Lo scenario intorno vale da solo il viaggio. Da Jonquières bastano pochi minuti a piedi per raggiungere il quai Brescon, nel quartiere dell’Île, dove il Miroir aux oiseaux allinea le sue barche e le sue case di pescatori dai colori vivaci. Questo piccolo porto, tutelato dal 1942, ha nutrito generazioni di pittori: Ziem, a cui la città dedica il suo museo, ma anche Corot, Delacroix e Dufy. La leggenda racconta che i tralci di vite tesi sopra l’acqua servivano da posatoio agli uccelli, il cui riflesso ha dato il nome al luogo negli anni Trenta. Nei weekend che precedono il Natale, il videomapping proiettato su queste facciate trasforma lo specchio d’acqua in un quadro animato, in serata. Una passeggiata guidata nei vicoli dell’Île completa il quadro, tra presepi provenzali e santon esposti alle finestre, fino alla chiesa della Madeleine e al suo organo tutelato.

Le golosità dei mercatini di Natale di Martigues

La tavola di Martigues mescola la Provenza e il Mediterraneo, con un accento marittimo che la distingue dall’entroterra. La star discreta è la poutargue di Martigues, la bottarga di uova di muggine salate e poi essiccate, soprannominata il caviale di Martigues. Rara, iodata, potente, si gusta a fettine sottili su pane imburrato o grattugiata sulla pasta, e si infila nel sacco dei regali per stupire all’aperitivo della vigilia. La città ne ha fatto la sua specialità dal XVIII secolo, quando i pescatori dello stagno di Berre raccoglievano il muggine in autunno: un sapere che oggi resiste ancora in qualche laboratorio della Côte Bleue. Intorno, le casette propongono foie gras, dolciumi, frittelle, prodotti corsi e bretoni, senza dimenticare i tredici dessert provenzali che chiudono il gros souper: torrone nero e bianco, calissons, frutta secca, pasta di mele cotogne e fougasse all’olio d’oliva. Il panino con la raclette e il pesce affumicato di alcuni banchi scaldano i tardi pomeriggi, e un infuso di mela, verbena e cannella accompagna la passeggiata quando si alza il maestrale.

Il vin brulé speziato fa parte del rito, servito bello fumante tra una casetta e l’altra. Se vuoi prolungare l’atmosfera a casa, una buona ricetta di vin brulé alla cannella e all’arancia basta a ricreare i profumi del mercatino. Sul fronte del vino, la regione non è da meno: i coteaux d’Aix e i côtes-de-provence vicini forniscono il necessario per imbandire la tavola delle feste, e un produttore d’olio d’oliva della vicina valle dei Baux completa spesso il banco dei sapori locali. Chi prepara il cenone riparte con idee e una borsa piena, chi passa per curiosità si lascia tentare da un cartoccio di frittelle tiepide, mangiato in riva al canale.

  • La poutargue di Martigues, uova di muggine essiccate soprannominate caviale di Martigues, una specialità locale rara da grattugiare o da gustare a fettine.
  • I tredici dessert provenzali: torrone, calissons, frutta secca, pasta di mele cotogne e fougasse all’olio d’oliva, la tradizione del gros souper al completo.
  • I santon del presepe, tra cui le creazioni della maison Jacquet e il suo personaggio inedito svelato ogni anno.
  • Foie gras, dolciumi, prodotti corsi e bretoni per riempire il sacco dei regali prima del cenone.
  • Il vin brulé alle spezie, l’alleato delle serate di luminarie lungo i canali.

Mercatini di Natale di Martigues: orari, accesso e animazioni

L’ingresso al mercatino resta gratuito, paghi solo quello che consumi o porti a casa. Nell’edizione 2025 le casette sono state aperte dall’11 al 24 dicembre, dalle 10 alle 19 la maggior parte dei giorni, con aperture pomeridiane in alcune date e chiusura anticipata alle 17 il 24. I festeggiamenti della città, invece, si prolungavano fino ai primissimi giorni di gennaio. Per l’inverno 2026 le date esatte sono ancora da confermare da parte del Comune e dell’ufficio turistico, che di solito pubblicano il programma in autunno. Intorno al mercatino, la programmazione di Martigues è fitta: accensione delle luminarie in place de la Libération con effetti pirotecnici e parata, sfilate di mascotte in place Jean Jaurès, grande parata musicale in partenza da Jonquières, videomapping al Miroir aux oiseaux nei weekend prima delle feste, e uno show di oltre duecento droni luminosi nel cielo a chiusura.

In treno, la stazione di Martigues collega Marsiglia e lo stagno di Berre, e ti lascia a distanza ragionevole dal centro, anche se un autobus o un taxi rende più comodo l’ultimo tratto. In auto, la città si raggiunge con la A55 da Marsiglia in una quarantina di minuti; il parcheggio del centro è gratuito durante le feste, ma i posti finiscono in fretta nei weekend di dicembre, meglio arrivare presto. L’esplanade des Belges è pianeggiante e facile da raggiungere, anche con un passeggino o una sedia a rotelle, e i quais del centro restano pedonali durante il periodo. Calcola una o due ore per il giro delle casette, di più se prosegui con il Miroir aux oiseaux e una passeggiata lungo i canali. La fascia migliore: il tardo pomeriggio, quando le luminarie si accendono e il mercatino scivola nella luce della sera, con un vin brulé per reggere il fresco che sale dall’acqua.

Cosa vedere intorno ai mercatini di Natale di Martigues

La città si visita ben oltre le casette. Il museo Ziem, gratuito, riunisce le tele del pittore e una bella collezione d’arte provenzale e di archeologia, da vedere al caldo tra un acquazzone e l’altro. Il quartiere dell’Île, con la chiesa della Madeleine e i suoi vicoli stretti, conserva l’anima di un villaggio di pescatori, scandita dalla tradizione dei pointus e delle giostre nautiche provenzali quando arriva l’estate. Il ponte mobile di Caronte, che lascia passare i cargo tra lo stagno e il mare, ricorda che Martigues resta un porto in attività, tra l’eredità industriale di Lavéra e le calette preservate della Côte Bleue. Dal lato dello stagno di Berre, la luce d’inverno disegna i riflessi che hanno fatto la reputazione del luogo, e i tavoli in riva all’acqua servono ricci di mare, frutti di mare e pesce quando la stagione lo permette. Una visita guidata sulle orme dei pittori, proposta dall’ufficio turistico, collega i punti di vista che hanno ispirato le tele appese al museo.

La posizione di Martigues ne fa anche una buona base per muoversi. I mercatini di Natale di Marsiglia si raggiungono in meno di un’ora, con le casette del Vieux-Port e la fiera dei santon. I mercatini di Natale di Aix-en-Provence dispiegano le loro casette sul cours Mirabeau, e i mercatini di Natale di Salon-de-Provence completano un weekend provenzale, a meno di quaranta minuti di strada. Quanto basta per inanellare le tradizioni del Sud senza mai allontanarsi dai canali.

Il nostro consiglio

Prolunga la visita fino al quai Brescon per il Miroir aux oiseaux e il museo Ziem gratuito, entrambi a pochi minuti a piedi dalle casette.

Riletto e approvato dalla redazione

Verificato il su 5 fonti ufficiali. Fonti dettagliate su richiesta.

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