Dove si trova il Mercatino di Natale di Plombières-les-Bains
I punti forti del Mercatino di Natale di Plombières-les-Bains
- Lo scenario d’altri tempi in un villaggio termale Belle Époque, tra facciate del XIX secolo e gallerie coperte
- Circa 80 espositori nei quattro weekend dell’Avvento, ciascuno con il suo tema
- La grande lanterna dello Square Gury e la leggenda di San Nicola raccontata ai bambini
- Le specialità dei Vosgi: tartine al munster, caldarroste, pain d’épices, vin brulé
- Le passeggiate in carrozza e la fattoria itinerante per le famiglie
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Specialità da assaggiare
I sapori che rendono unico questo mercatino
Tartine calde con lardo e munster
caldarroste
pain d’épices e miele dei Vosgi
brimbelle
Mirtillo dei Vosgi
zuppe contadine e vin brulé speziato
Annidata in una valle boscosa del sud dei Vosgi, Plombières-les-Bains porta ancora i colori del suo splendore termale: facciate Belle Époque, gallerie coperte, sorgenti fumanti che Napoleone III, Montaigne e Voltaire hanno frequentato ai loro tempi. Quando arriva dicembre, la piccola stazione termale scambia le acque calde con le luminarie, e i mercatini di Natale di Plombières-les-Bains riprendono il loro scenario d’altri tempi nelle viuzze del centro. Lo chiamano infatti il mercatino di Natale d’antan, di una volta, e il nome calza bene: qui le casette di legno si allineano tra case di pietra e di legno, sotto i balconi lavorati, con la sensazione di tornare indietro di un secolo.
Un mercatino di Natale d’altri tempi nel cuore del villaggio termale
Le casette degli artigiani e le botteghe temporanee prendono possesso del centro durante i quattro weekend dell’Avvento. La passeggiata segue le vie principali, tra la chiesa neogotica di Saint-Amé con la sua guglia di 61 metri sormontata da una corona imperiale, fino allo Square Gury, dove ogni anno troneggia una grande lanterna illuminata. Il percorso è raccolto: passi da una bottega all’altra in pochi passi, sotto i balconi di ghisa e le insegne antiche che danno il tono del mercatino d’altri tempi. È il genere di mercatino da cui si riparte con il nome di un espositore in testa, perché si è chiacchierato cinque minuti con lui davanti al banco. Le circa 80 casette mescolano i mestieri: un tornitore del legno, un apicoltore, una creatrice di gioielli, un produttore di confetture. Ognuno tiene la sua bottega nel weekend, e la selezione cambia da un anno all’altro, il che lascia un margine di sorpresa a ogni visita.
Ciò che dà carattere a questo mercatino di Natale è la cura dello scenario. Gli abitanti e i volontari costruiscono a ogni edizione una scenografia rinnovata, e i weekend portano temi diversi: ricostruzione anni 1900, leggenda di San Nicola, luminarie. La 29ª edizione si è tenuta nel 2025, prova che la tradizione regge dalla fine degli anni Novanta. La cornice conta molto. Plombières-les-Bains ha conservato il suo volto di città termale del Secondo Impero, con le gallerie coperte, i balconi di ghisa e le facciate ocra che salgono lungo la valle. Sotto la luce delle luminarie, tutto questo patrimonio termale assume l’aria di una cartolina antica, e il mercatino ci si fonde senza mai sembrare posticcio.
Le golosità dei Vosgi del mercatino
Per il palato, il mercatino punta tutto sulla carta regionale. Vi si ritrovano i sapori del massiccio dei Vosgi, quelli che scaldano dopo una passeggiata nel freddo della valle. Le tartine calde con lardo e munster sono un classico d’obbligo, e il profumo delle caldarroste accompagna la passeggiata da un capo all’altro del percorso. Il munster, il formaggio a pasta molle del massiccio, si gusta qui in tutte le sue forme, fuso su una tartina come a pezzi da portare via. C’è qualcosa di rassicurante nel ritrovare questi prodotti del territorio a un mercatino di Natale: niente di esotico, solo ciò che i Vosgi sanno fare di buono, servito caldo nel freddo di dicembre.
- Le tartine con lardo e munster, fondenti e servite bollenti su pane di campagna.
- Il pain d’épices e il miele degli apiari dei Vosgi, da portare a casa per prolungare lo spirito delle feste.
- Le caldarroste, il succo di mele appena spremuto e le zuppe contadine per scaldarsi.
- La brimbelle, il mirtillo dei Vosgi, e le caramelle dei Vosgi, in confettura o in dolcezze zuccherine e acidule.
- Il vin brulé alle spezie, da assaporare con una lanterna in mano, senza dubbio la sosta preferita dei visitatori.
Se il vin brulé ti tenta e vuoi rifarlo a casa al ritorno, una buona ricetta di vin brulé casalinga si prepara in una ventina di minuti con cannella, chiodi di garofano e una scorza d’arancia. E per l’aneddoto goloso locale: il gelato plombières, quel dessert gelato con frutta candita e kirsch, prende il nome dalla città. La leggenda vuole che sia stato creato in onore di Napoleone III e dei suoi ospiti durante un incontro diplomatico a Plombières. È una dolcezza estiva che non si incontra sulle casette d’inverno, ma fa parte della storia golosa del luogo.
Animazioni, orari e accesso ai mercatini di Natale di Plombières
Ogni weekend dell’Avvento porta la sua dose di animazioni. Le passeggiate in carrozza aprono spesso il primo weekend, la leggenda di San Nicola viene raccontata vicino alla lanterna gigante dello Square Gury, e una piccola fattoria itinerante con i suoi animali fa la gioia dei bambini. Sul fronte musicale, una brass band nei colori del Natale anima le vie e fa ballare i visitatori tra una casetta e l’altra. Gli spettacoli di strada e i laboratori per i più piccoli completano il programma nel corso dei weekend. Niente di gigantesco in tutto questo: è un appuntamento di paese, pensato per le famiglie e per chi viene a cercare una parentesi calorosa a due passi dalle terme. Il programma cambia ogni weekend, tanto che una visita a fine novembre non somiglia a una visita a metà dicembre. Il weekend di San Nicola, a inizio dicembre, resta uno dei momenti forti in Lorena: il santo patrono degli scolari sfila e distribuisce dolciumi ai bambini, una tradizione radicata in tutta la regione.
Gli orari seguono un ritmo regolare: il sabato dalle 14 alle 20, la domenica dalle 11 alle 19, nei quattro weekend che precedono Natale. Le date dell’edizione 2026 restano da confermare da parte del Comune e dell’ufficio turistico, con il mercatino che si tiene di solito da fine novembre alla vigilia di Natale. L’ingresso è gratuito, e calcola da una a due ore per fare il giro delle casette con calma, un po’ di più se ti attardi per un vin brulé e una tartina.
Plombières non ha una stazione passeggeri attiva: la più vicina è quella di Remiremont, a una dozzina di chilometri, collegata alla rete TER via Épinal (qualche TGV collega ogni giorno Parigi a Remiremont senza cambi). In auto, la città è a una trentina di minuti da Épinal, lungo la valle. Il centro diventa pedonale e compatto durante il mercatino, con parcheggi nell’immediata periferia del borgo. Il percorso in leggera pendenza resta accessibile a passeggini e sedie a rotelle, anche se le vecchie vie acciottolate richiedono un po’ di attenzione con il tempo umido.
Cosa vedere intorno ai mercatini di Natale di Plombières
La visita del mercatino si sposa bene con una passeggiata nel patrimonio termale. Il Bain romain, le gallerie coperte e le facciate del XIX secolo meritano uno sguardo, anche nel fresco di dicembre. La stazione termale ha accolto a suo tempo Montaigne, Voltaire e poi la corte di Napoleone III, e questa storia si legge ancora nell’architettura di villeggiatura che costeggia la via principale. Plombières-les-Bains è classificata tra le Petites Cités de Caractère, un marchio che premia proprio questa cura del patrimonio costruito. Una volta calata la notte e accese le luminarie, lo scenario si presta alle foto. Se ti fermi sul posto, la valle offre belle passeggiate invernali, e le cime dei Vosgi sono solo a una manciata di chilometri per chi vuole abbinare mercatino di Natale e neve. Un soggiorno di uno o due giorni basta per unire la visita del mercatino, una pausa ai bagni e un pasto di specialità in uno dei ristoranti del borgo.
Per prolungare il weekend nei Vosgi, i mercatini di Natale di Plombières si abbinano a quelli dei dintorni. I mercatini di Natale di Gérardmer aggiungono l’atmosfera di lago e montagna a una quarantina di chilometri, mentre i mercatini di Natale di Épinal dispiegano il loro scenario nel capoluogo dei Vosgi, vicinissimo. Più lontano, i grandi mercatini di Natale di Nancy con la loro festa di San Nicola offrono una tappa urbana per completare un circuito lorenese.
Il nostro consiglio
Abbina la visita a una passeggiata nel patrimonio termale (Bain romain, gallerie coperte), poi spingiti fino a Gérardmer o Épinal per un weekend completo nei Vosgi.
Riletto e approvato dalla redazione
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