Dove si trova il Mercatino di Natale di Lens
I punti forti del Mercatino di Natale di Lens
- Casette di artigiani locali sul piazzale del municipio
- Pista di pattinaggio su ghiaccio di 360 m² e giostra per i bambini
- Il Louvre-Lens e la sua Galerie du Temps gratuita, a una ventina di minuti a piedi
- Specialità del Nord: carbonnade, welsh, tarte au sucre
- Terril gemelli di Loos-en-Gohelle e patrimonio minerario UNESCO
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Specialità da assaggiare
I sapori che rendono unico questo mercatino
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Carbonnade fiamminga Carbonade fiamminga -
Potjevleesch
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Welsh
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Torta allo zucchero
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birra del Nord Birra artigianale locale
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Caffè di cicoria come bevanda calda
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Vin brulé
Sul piazzale del municipio, in place Jean Jaurès, i Mercatini di Natale di Lens allestiscono la loro ventina di casette di legno nel cuore di una città che ha molto da raccontare. Antica città mineraria del Pas-de-Calais, Lens porta ovunque le tracce del suo passato: i corons, i terril del bacino iscritto all’UNESCO e la ricostruzione condotta dopo le distruzioni del 1918. L’atmosfera del mercatino è lo specchio della città, franca e conviviale, con un profumo di vin brulé e di gaufres che accompagna gli acquisti di dicembre.
I Mercatini di Natale di Lens in place Jean Jaurès
Le casette prendono posto davanti al municipio, un edificio ricostruito in stile regionalista negli anni Venti dopo le distruzioni della Prima guerra mondiale. Una ventina di espositori si alternano, in buona parte artigiani e commercianti della zona: gioielli, cosmetici, decorazioni in legno, idee regalo e piccola ristorazione. Il formato resta modesto, il che rende la visita facile da incastrare in un tardo pomeriggio o in un sabato di acquisti. Ci si viene tanto per il profumo del vin brulé quanto per trovare un regalo diverso da quelli della grande distribuzione.
Al centro dell’allestimento, una pista di pattinaggio su ghiaccio di circa 360 m² e una giostra occupano il piazzale tutti i pomeriggi. La pista resta accessibile a un prezzo contenuto (circa 2,50 € noleggio dei pattini compreso nell’edizione 2025), la giostra per pochi euro. In certi pomeriggi, mascotte e gruppi musicali passano tra i vialetti, quanto basta per tenere occupati i bambini mentre i genitori completano la lista. Il tutto compone un’uscita in famiglia senza fronzoli, dove il ghiaccio e le casette bastano a riempire il programma di una serata. Dato che la piazza è centrale, il mercatino si abbina facilmente a un giro dei negozi del centro o a un caffè in un dehors riscaldato tra uno stand e l’altro.
Per le famiglie, l’interesse sta nel fatto che tutto è concentrato su uno stesso piazzale: i piccoli pattinano o girano sulla giostra mentre i grandi fanno il giro degli espositori, senza dover correre da un capo all’altro della città. Il programma di fine anno si arricchisce spesso di una discesa di Babbo Natale, di spettacoli per bambini e di passaggi musicali tra le casette, con date comunicate dal Comune nel corso di dicembre. I fine settimana sono più animati e più frequentati delle sere infrasettimanali, un riferimento utile a seconda che tu cerchi l’atmosfera dei giorni di folla o una visita più tranquilla in settimana.
Le specialità del Nord da assaggiare sul posto
La tavola del Pas-de-Calais rappresenta buona parte dell’interesse di un mercatino come questo. Tra uno stand e l’altro incontri la carbonnade fiamminga stufata nella birra, il potjevleesch servito freddo in terrina o il welsh ricoperto di cheddar fuso. Per chi ama il dolce, la tarte au sucre resta il classico regionale. Il chicon (l’indivia, da queste parti) accompagna volentieri i piatti, e la birra del Nord come la cicoria completano il quadro. Sono ricette che riempiono, il che cade a proposito quando il termometro scende e si gira intorno alle casette in cerca del prossimo regalo.
- Carbonnade fiamminga: manzo stufato a lungo nella birra scura, con un pizzico di pain d’épices (il pan pepato del Nord) per legare la salsa.
- Potjevleesch: terrina di carni bianche in gelatina, una specialità fiamminga che si mangia fredda, spesso con le patatine fritte.
- Welsh: pane, prosciutto e cheddar fuso nella birra, un piatto sostanzioso che riscalda quando fa freddo.
- Tarte au sucre e gaufres ripiene, da portare via con un bicchiere di vin brulé di cui puoi ritrovare la ricetta casalinga per prolungare l’atmosfera a casa tua.
La cicoria merita una menzione: a lungo caffè dei poveri nei corons, è diventata un simbolo regionale che si ritrova come bevanda calda o in alcuni dolci. Uno stand che la propone è l’occasione per assaggiare un pezzo di storia locale piuttosto che l’ennesimo cioccolato industriale. Tra i dolci da portare via, tieni d’occhio anche le babeluttes, caramelle morbide allo zucchero candito, e il pain d’épices fatto in casa quando un artigiano lo propone. Da bere, la birra del Nord si declina in versioni ambrate o di Natale, prodotte nella regione, e la produzione locale si sente fino nella scelta degli stand. Niente di fisso: da un’edizione all’altra gli espositori cambiano, il che lascia sempre la possibilità di imbattersi in una ricetta che non si conosceva.
Informazioni pratiche e accesso
Le date 2026 non sono ancora ufficiali, da confermare presso il Comune e l’ufficio turistico Lens Liévin Hénin Carvin. Come riferimento, l’edizione 2025 si è tenuta dal 5 al 24 dicembre, aperta dalle 14 alle 20 nei giorni infrasettimanali e dalle 12 nel weekend, con animazioni prolungate fino al 31 dicembre. L’accesso al mercatino è gratuito, solo la pista di pattinaggio e la giostra sono a pagamento.
In treno, la stazione di Lens è servita dal TER da Lille e Arras e da collegamenti più diretti con Parigi; place Jean Jaurès si raggiunge a piedi dalla stazione in una decina di minuti. Già che ci sei, la stazione merita uno sguardo: costruita nel 1926 dall’architetto Urbain Cassan, la sua sagoma tutta curve evoca una locomotiva a vapore, un omaggio al passato ferroviario e minerario della città. In auto, l’A21 serve la zona e si lascia la macchina nei parcheggi del centro, da prevedere con un po’ di anticipo nei sabati di affluenza. Il piazzale è pianeggiante e senza gradini, il che facilita l’accesso alle persone con mobilità ridotta come ai passeggini. Un consiglio di stagione: vestiti pesante, perché la piazza è esposta al vento e un tardo pomeriggio di dicembre nel Nord si raffredda in fretta appena il sole cala. La fascia migliore resta l’inizio di serata, quando le luminarie si accendono e il vin brulé circola; è anche il momento in cui il mercatino prende il suo vero colore, tra la luce delle casette e il vapore dei bicchieri.
Il patrimonio minerario intorno ai Mercatini di Natale di Lens
Ciò che rende ricca una visita è ciò che circonda i mercatini di Natale di Lens. Il Louvre-Lens, costruito sull’antico pozzo 9, propone la sua Galerie du Temps a ingresso gratuito: una traversata della storia dell’arte in un edificio di vetro firmato dallo studio giapponese Sanaa. Riallestita a fine 2024, la galleria dispiega circa 250 capolavori provenienti dalle collezioni del Louvre e di musei partner, ovvero quasi 5.000 anni di arte su 3.000 m². Il museo si inserisce in un parco paesaggistico di 20 ettari disegnato da Catherine Mosbach, che ha conservato tracce del pozzo: gli antichi cavaliers, i binari che portavano il carbone verso la stazione, e l’ingresso storico del sito. In inverno è la sosta ideale tra due scrosci di pioggia, a una ventina di minuti a piedi dal centro.
A qualche chilometro, i terril gemelli di Loos-en-Gohelle segnano l’orizzonte. Legati al pozzo 11/19, sfruttato dal 1894 al 1986, culminano a quasi 186 metri, i più alti d’Europa, e con il tempo sereno offrono un panorama a 360° sul bacino. Sul piazzale del pozzo, il castelletto metallico degli anni Venti e la torre di concentrazione in cemento del 1960 si ergono ancora, sagome che ricordano i gueules noires e il lavoro in miniera. Il sito fa parte dei grandi luoghi emblematici iscritti al patrimonio mondiale dell’UNESCO, accanto al pozzo di Arenberg a Wallers e al 9-9bis di Oignies.
La città vive anche al ritmo del RC Lens e del suo stadio Bollaert-Delelis, dove i Sang et Or fanno vibrare un pubblico noto per il suo calore. I corons, quelle file di case operaie costruite per alloggiare i minatori, quadrettano ancora il paesaggio: dopo il 1918 la città rasa al suolo ha dovuto sgomberare più di un milione di tonnellate di macerie prima di rinascere in un misto di facciate neoclassiche, regionaliste e Art déco. Una partita in una sera di dicembre, una visita al museo nel pomeriggio, un giro al mercatino a fine giornata: Lens si presta bene a un weekend in cui la festa di fine anno si mescola alla memoria del bacino minerario. La vicina Liévin conserva la propria identità; Lens, invece, coltiva quell’energia popolare che la caratterizza, tra corons, terril e Sang et Or.
Intorno a Lens: altri mercatini da abbinare
La zona invita alle scappate di dicembre. I mercatini di Natale di Arras e la sua Grand-Place barocca sono a un quarto d’ora di treno, mentre i mercatini di Natale di Lille e la loro ruota panoramica sulla Grand-Place riempiono una giornata intera. Sul fronte del bacino minerario, i mercatini di Natale di Douai, tra beffroi e piazze lastricate, completano un weekend nel Nord e nel Pas-de-Calais.
Il nostro consiglio
Abbina il mercatino alla Galerie du Temps del Louvre-Lens, gratuita e riallestita a fine 2024, a una ventina di minuti a piedi da place Jean Jaurès.
Riletto e approvato dalla redazione
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