Dove si trova il Mercatino di Natale di Draguignan
I punti forti del Mercatino di Natale di Draguignan
- Diversi mercatini distribuiti nel mese, dal boulevard Clemenceau alla place du Marché
- Santonnier e artigiani provenzali: santon d’argilla, ceramiche, saponi, creazioni a mano
- Fête de la glisse: pista di pattinaggio sul parcheggio delle allées d’Azémar (da metà dicembre a inizio gennaio nel 2025)
- Tradizioni provenzali: tredici dessert, olio d’oliva, miele e vini dei coteaux varois
- Animazioni per famiglie: trenino, Paradis des enfants, parate, fuoco d’artificio a fine dicembre (edizione 2025)
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Specialità da assaggiare
I sapori che rendono unico questo mercatino
Santon d’argilla dipinti a mano
tredici dessert del gros souper
Torrone, calissons, pompe à l’huile
olio d’oliva e miele della Provenza verde
vini dei coteaux varois en Provence
vin brulé speziato
Ex capoluogo del Var diventato sottoprefettura, Draguignan conserva l’aria di capitale della Provenza verde, tra la città vecchia coronata dalla torre dell’Orologio e le colline piantate a vigne che filano verso il Verdon. A dicembre, i Mercatini di Natale di Draguignan animano il boulevard Georges Clemenceau e il centro antico, con le casette degli artigiani, i banchi dei santonnier (i creatori di santon, le statuine provenzali) e un profumo di vin brulé che accompagna le prime luminarie. La città lancia le sue feste a inizio dicembre e le fa durare fino all’Epifania, pista di pattinaggio compresa, in una mitezza del Var che rende le serate di mercatino piuttosto clementi per la stagione.
I Mercatini di Natale di Draguignan, dal boulevard Clemenceau al centro antico
Draguignan non si accontenta di un solo appuntamento: la città ne propone diversi nell’arco del mese. Il calcio d’inizio si dà in place du Marché, con una giornata dedicata agli espositori, poi le casette prendono posto per diverse settimane sul boulevard Georges Clemenceau. È lì che si tiene il cuore dei Mercatini di Natale di Draguignan, tra il Marché des délices, il mercato delle delizie che riunisce prodotti golosi e cucine da asporto in un’atmosfera musicale, e il mercatino artigianale che mette in primo piano i creatori negli ultimi giorni prima del cenone. Passi da un banco di saponi e ceramiche a un banco di santon dipinti a mano in pochi metri, e sempre un aperitivo-concerto da qualche parte a dare il ritmo.
La città vecchia prolunga la passeggiata al caldo. La torre dell’Orologio, campanile del XVII secolo costruito sui resti dell’antico castello, offre un punto di riferimento sopra i vicoli in salita. Si incontra la porte Portaiguières, ultimo resto delle mura medievali, e un’infilata di piazzette che prendono l’aria di un presepe a grandezza naturale quando si accendono le luminarie. Il museo delle Arti e Tradizioni popolari, ospitato in un antico palazzo privato, propone per l’occasione animazioni attorno alle tradizioni provenzali, con visita guidata e presentazione dei tredici dessert per le famiglie.
Questa dispersione dei mercatini cambia il modo di visitare. Piuttosto che un unico grande viale, passi da un’atmosfera all’altra: la giornata di apertura in place du Marché ha il sapore della fiera golosa, il Marché des délices punta sul pasto al volo e sulla musica, l’artigianale riserva le sue scoperte ai regali dell’ultimo minuto. Il Natale dei commercianti conquista i negozi del centro, con vetrine vestite a festa e animazioni di strada. Un giro completo richiede di camminare un po’, ma tutto si fa a piedi tra il boulevard Clemenceau e le allées d’Azémar, e le distanze restano brevi.
Santon, tredici dessert e sapori delle colline del Var
Qui il Natale prende l’accento provenzale, e si vede fin dalle prime casette. I santonnier occupano un posto d’onore: queste piccole figurine d’argilla modellate e dipinte, dal pastore al mugnaio fino all’angelo Boufareu, popolano i presepi della regione dal XIX secolo, e Draguignan perpetua la tradizione con i suoi creatori. Sul fronte goloso, i tredici dessert del gros souper danno il tono: torrone nero e bianco, calissons, frutta secca, cotognata, datteri e la famosa pompe à l’huile che si spezza a mano. L’olio d’oliva locale, il miele di garriga e il torrone del posto completano i cesti, mentre i vignaioli dei coteaux varois en Provence fanno assaggiare i loro rossi e rosati, gli stessi che accompagneranno la tavola delle feste. Per ricreare l’atmosfera a casa, una buona ricetta di vin brulé alla cannella e all’arancia fa già buona parte della strada.
Il museo delle Arti e Tradizioni popolari merita la deviazione per capire da dove vengono queste usanze. Vi si segue il filo del gros souper, la cena magra della vigilia di Natale servita prima della messa di mezzanotte, con i suoi sette piatti e i suoi tredici dessert che rappresentano Cristo e i suoi apostoli. Il presepe provenzale, popolato di santon, vi prende tutto il suo senso: ogni figurina corrisponde a un mestiere o a un carattere del villaggio, e le famiglie completano il proprio presepe anno dopo anno. La visita guidata proposta durante le feste si rivolge a piccoli e grandi, e si riparte spesso con la voglia di apparecchiare la propria tavola a regola d’arte.
- I santon d’argilla modellati e dipinti a mano, dal pastore al ravi, per guarnire il presepe di famiglia.
- I tredici dessert provenzali: torrone, calissons, frutta secca, cotognata e pompe à l’huile, la tradizione del gros souper al completo.
- L’olio d’oliva e il miele di garriga della Provenza verde, da assaggiare al banco prima di ripartire con un vasetto.
- I vini dei coteaux varois en Provence, rossi e rosati, da portare a casa per i pasti del cenone.
- Il vin brulé speziato, servito ben fumante, che scalda le serate passate tra le casette illuminate.
Pista di pattinaggio, fête de la glisse e animazioni per le famiglie
La grande attrazione della stagione è la fête de la glisse, la festa del pattinaggio. La pista di pattinaggio si allarga sul parcheggio delle allées d’Azémar, a breve distanza dal mercatino; nel 2025 restava aperta da metà dicembre fino a inizio gennaio, e il Comune ha scelto la stessa collocazione per il 2026 senza aver ancora pubblicato le date di apertura. Attorno, il programma 2025 spaziava: Sapin Magique e Farandole, trenino di Natale, Paradis des enfants, aperitivi-concerto quotidiani, laboratori culinari e creativi, spettacoli per i più piccoli, cinema di Natale e parate. Babbo Natale faceva il suo grande arrivo nel corso delle feste, e un fuoco d’artificio chiudeva il mese attorno al 30 dicembre. Quanto basta per occupare una giornata intera con i bambini senza mai girare a vuoto.
La pista di pattinaggio merita che si organizzi un po’ il passaggio. Le fasce del weekend e delle vacanze scolastiche si riempiono nel tardo pomeriggio, quando la notte cala presto e le luminarie prendono il sopravvento: puntare a un primo pomeriggio infrasettimanale evita l’attesa e lascia il ghiaccio più tranquillo per i principianti. Noleggio pattini sul posto, tariffa d’ingresso modesta, mentre il resto del villaggio resta gratuito. Tra un giro sul ghiaccio e l’altro, il trenino fa da collegamento con il mercatino, e gli aperitivi-concerto danno un pretesto per sedersi attorno a un bicchiere di rosato dei coteaux varois o di vin brulé fumante.
Il mercatino resta gratuito all’ingresso, paghi solo quello che consumi o porti a casa. Per l’inverno 2026, la stampa locale (Fréquence Sud, 30 luglio 2026) annuncia i mercatini di Natale dal 6 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027 in centro, in attesa del programma dettagliato del Comune e dell’ufficio turistico della Dracénie: l’edizione precedente andava da inizio dicembre ai primissimi giorni di gennaio. In treno, la stazione di Les Arcs-Draguignan (sulla linea TER Marsiglia, Tolone, Saint-Raphaël, Nizza) si trova a una decina di chilometri, collegata al centro dai bus della rete locale. In auto, diversi parcheggi cingono il centro, ma i posti vanno via in fretta nei weekend di dicembre: meglio puntare al mattino o alla fine della giornata, quando le luminarie prendono il posto della luce del giorno. Il boulevard Clemenceau e le allées d’Azémar sono piatti e accessibili, anche se i vicoli della città vecchia richiedono un po’ di attenzione con un passeggino.
Cosa vedere attorno ai Mercatini di Natale di Draguignan
Draguignan si visita ben oltre le casette. La Pierre de la Fée, la Pietra della Fata, dolmen megalitico posato all’uscita della città, si annovera tra i più imponenti della Provenza: i suoi tre pilastri sostengono una lastra di pietra di diverse tonnellate, vecchia di quasi cinquemila anni, e si raggiunge in pochi minuti d’auto. Il museo dell’Artiglieria, legato alla scuola di applicazione insediata qui da lungo tempo, ripercorre la storia dell’arma attraverso pezzi e cannoni, una visita al caldo diversa dai sentieri. In centro, la torre dell’Orologio, il museo delle Arti e Tradizioni popolari e i vecchi vicoli occupano facilmente una mattinata tra un acquazzone e l’altro. Draguignan resta legata al nome di Georges Clemenceau, che fu il suo deputato e lascia il proprio cognome al boulevard dove si installano le casette, una strizzata d’occhio che pochi visitatori notano mentre cercano il loro vin brulé.
Posizione ideale anche per muoversi nei dintorni. La città fa da porta verso il Verdon e le sue gole, un po’ più a nord, e verso i villaggi arroccati della Provenza verde. Sulla costa, i mercatini di Natale di Fréjus si raggiungono in mezz’ora scarsa e mescolano casette provenzali e patrimonio romano. Un po’ più lontano, i mercatini di Natale di Hyères e i mercatini di Natale di Tolone compongono un bel weekend di festa lungo il litorale del Var, tra palme, luminarie e banchi golosi.
Il nostro consiglio
Abbina il mercatino alla Pierre de la Fée, dolmen megalitico all’uscita della città, e a una salita alla torre dell’Orologio per la vista sulla città vecchia.
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