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Marché de Noël de Sélestat Immagine illustrativa
Apre tra 42 giorni

Mercatino di Natale di Sélestat

I Mercatini di Natale di Sélestat dispiegano le loro casette nel centro storico, sulle tracce dell’abete del 1521, con mostre alla Biblioteca Umanistica e nelle chiese.

Appuntamento locale Autentico Goloso Medio (da 30 a 100 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Sélestat

I punti forti del Mercatino di Natale di Sélestat

  • Culla dell’albero di Natale: prima menzione scritta nel 1521, conservata alla Biblioteca Umanistica (UNESCO)
  • Tre piazze acciottolate del centro medievale, tra case a graticcio e le chiese di Sainte-Foy e Saint-Georges
  • Mostra «1521: la tradizione dell’albero di Natale» e abeti sospesi che ripercorrono la storia della decorazione
  • Golosità alsaziane della Maison du Pain d’Alsace: bredele, pain d’épices, christstollen
  • Città molto ben servita dai treni, base ideale per muoversi sulla strada dei vini

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

Bredele

pain d’épices

christstollen della Maison du Pain d’Alsace

vin brulé

bretzel e palline di vetro di Meisenthal

Tra Colmar e Strasburgo, ai piedi dell’Haut-Kœnigsbourg, Sélestat porta un titolo che spesso sorprende i visitatori al loro arrivo sulle sue piazze acciottolate: è qui che uno scrivano ha scritto, nel 1521, la prima traccia conosciuta dell’albero di Natale. I Mercatini di Natale di Sélestat dispiegano le loro casette illuminate in un centro storico tutelato, quello della Biblioteca Umanistica e delle chiese di Sainte-Foy e Saint-Georges. La città ha fatto di questa storia dell’abete il filo conduttore di tutto il suo allestimento, e questo cambia davvero la visita.

Un mercatino di Natale a Sélestat, sulle tracce dell’abete del 1521

Le casette si distribuiscono su tre piazze del cuore medievale: place d’Armes, place du Dr Maurice Kubler e place de la Victoire. Si passa dall’una all’altra in pochi minuti, tra case a graticcio e facciate rinascimentali, con i campanili che vegliano sull’insieme. La scala resta quella di una città media alsaziana, con i suoi banchi di bredele a peso, i suoi bicchieri di vin brulé fumante e i suoi banconi di palline di Meisenthal allineate per colore.

Il vero momento clou va oltre le casette. Alla Biblioteca Umanistica, la mostra «1521: la tradizione dell’albero di Natale» presenta il famoso registro dei conti comunale in cui la città pagava delle guardie forestali per sorvegliare i giovani abeti tagliati nei boschi vicini, tre giorni prima di Natale. Questo piccolo paragrafo di contabilità comunale è oggi la più antica menzione scritta conosciuta dell’albero di Natale, e il documento è iscritto nel registro Memoria del mondo dell’UNESCO. Sélestat se ne rivendica la culla, e la città ha costruito tutto il suo percorso natalizio attorno a questo filo.

Nella chiesa di Saint-Georges, una decina di abeti sospesi ripercorre l’evoluzione della decorazione dal Cinquecento a oggi: candele, mele rosse, carte dorate e poi palline di vetro soffiato, ogni albero racconta un’epoca. Sainte-Foy, l’antica collegiata romanica, ospita dal canto suo un lampadario monumentale composto da palline di vetro colorato di Meisenthal, sospeso sotto la navata. Si passa così dai banconi gastronomici alle volte delle chiese senza lasciare il quartiere, il che dà al mercatino una profondità che le casette da sole non offrono.

Golosità e specialità alsaziane

La tavola alsaziana occupa un buon posto, portata qui dalla Maison du Pain d’Alsace, vicina diretta del mercatino. Vi si trovano i bredele in tutte le loro forme, quei piccoli biscotti secchi di Natale declinati in decine di ricette, dal frollino all’anice al biscotto alla cannella passando per le stelle al burro. Accanto, il pain d’épices morbido e il christstollen, pane dolce denso con frutta candita e zucchero a velo, si infilano senza fatica in valigia. Il tutto si sgranocchia camminando, con un bicchiere di vin brulé in mano. Se il profumo di cannella ti fa venire voglia di riprodurre l’atmosfera a casa, la ricetta del vin brulé alsaziano sta in poche spezie e un buon riesling.

Il salato non è dimenticato: bretzel tiepidi, tartes flambées croccanti e salsicce da fiera circolano tra i banchi, quanto basta per colmare un languorino prima di riprendere il giro delle piazze. Gli artigiani presenti propongono anche prodotti da portare via, mieli, confetture, terrine e naturalmente le decorazioni in vetro soffiato di Meisenthal, di cui una mostra ripercorre il saper fare.

  • Bredele: i biscotti di Natale alsaziani, all’anice, alla cannella, alle mandorle o al burro, venduti a peso su diversi banchi.
  • Pain d’épices e christstollen: due classici della Maison du Pain d’Alsace, da riportare in valigia.
  • Vin brulé e succo di mela caldo speziato: la bevanda che scalda la passeggiata tra le tre piazze.
  • Bretzel e tartes flambées: per il salato, prima o dopo il giro delle casette.
  • Palline di Meisenthal: le decorazioni in vetro soffiato della vetreria della Mosella, presentate in una mostra dedicata.

Animazioni, orari e accesso dei Mercatini di Natale di Sélestat

Il programma mescola patrimonio e scenografia. La Parade du Sapin sfila per le vie, una caccia all’abete manda grandi e piccoli sulle tracce di indizi nascosti per la città, e lo spettacolo onirico «Les allumeurs d’étoiles» anima le serate. San Nicola fa il suo giro a inizio dicembre, come vuole la tradizione nel Basso Reno.

Quanto alle date, l’ufficio turistico annuncia l’edizione 2026 dal 20 novembre al 27 dicembre sulle tre piazze. In pratica il mercatino apre di solito dalla domenica al giovedì dalle 11 alle 19, il venerdì e il sabato fino alle 20, con chiusura il 25 dicembre. Gli orari 2026 restano da confermare sul sito dell’ufficio turistico. L’ingresso è gratuito.

Sélestat si raggiunge molto bene in treno: la stazione è sulla linea Strasburgo, Colmar, Mulhouse, a una ventina di minuti da Strasburgo, e il centro storico si raggiunge a piedi dai binari. In auto, la città allinea diversi parcheggi gratuiti attorno al centro, tra cui Schweisguth, Tanzmatten e lo stadio comunale, per qualche centinaio di posti in totale. Le tre piazze del mercatino sono accessibili in piano, il che facilita la visita in carrozzina o con il passeggino.

Da vedere nei dintorni, tra vigneto e villaggi dell’Alto Reno

Sélestat segna il confine tra Basso Reno e Alto Reno, ben piazzata per prolungare la giornata sulla strada dei vini. I Mercatini di Natale di Colmar e le loro sei atmosfere sono a una ventina di minuti a sud, mentre i villaggi vinicoli della zona offrono tutt’altra scala, più raccolta. I Mercatini di Natale di Ribeauvillé, con la loro ricostruzione medievale, e i Mercatini di Natale di Riquewihr, in uno dei più bei villaggi di Francia, si visitano facilmente nella stessa settimana. Sélestat fa allora da campo base ben collegato, tra due capitali del Natale alsaziano.

Il nostro consiglio

Metti in conto del tempo per la Biblioteca Umanistica e la chiesa di Saint-Georges prima delle casette, poi fila a Colmar o verso i villaggi vinicoli vicini per il fine giornata.

Riletto e approvato dalla redazione

Verificato il su 3 fonti ufficiali. Fonti dettagliate su richiesta.

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