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Marché de Noël de Berne Immagine illustrativa
Apre il 28 Novembre

Mercatino di Natale di Berna

I Mercatini di Natale di Berna animano la città vecchia Unesco della capitale svizzera, tra casette di artigianato e vin brulé, ai piedi della Zytglogge.

Gita di un giorno Autentico Fiabesco Medio (da 30 a 100 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Berna

I punti forti del Mercatino di Natale di Berna

  • Città vecchia iscritta all’Unesco dal 1983, arcate e fontane con figure
  • Zytglogge, torre del XIII secolo con orologio astronomico, lungo il percorso
  • Artigianato svizzero: candele, ceramica e giocattoli di legno sulle bancarelle
  • Specialità locali: raclette, fondue e caldarroste
  • Città vecchia pedonale, a una decina di minuti a piedi dalla stazione

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Il Mercatino di Natale di Berna in immagini

Le grand sapin illuminé devant le Palais fédéral, sur la Bundesplatz de Berne, un soir d’hiver
Étoiles en papier lumineuses et décorations suspendues dans un stand du marché de Noël de Berne, la nuit
Le Palais fédéral de Berne éclairé la nuit, avec un sapin de Noël orné de lumières blanches et bleues
Le sapin de Noël de la Bundesplatz couvert de neige et de guirlandes lumineuses, la nuit
Les toits enneigés de la vieille ville de Berne au coucher du soleil, dominés par la flèche de la collégiale

Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

I Mercatini di Natale di Berna animano la città vecchia fin dai primi giorni di dicembre, tra le facciate di arenaria della capitale svizzera e l’ombra della cattedrale. Le casette si stringono intorno alla Zytglogge e lungo le vie ad arcate, in uno scenario iscritto al patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1983. L’atmosfera resta quella di una città che vive la sua quotidianità: negozi e caffè aperti, luminarie tese da un portico all’altro, profumo di cannella che sale dalle bancarelle.

Una città vecchia Unesco come scenario

La città vecchia di Berna è stata fondata nel 1191 dal duca Bertoldo V di Zähringen, su un promontorio cinto dai meandri dell’Aar. Un incendio devasta la città nel 1405 e la ricostruzione avviene allora in arenaria locale, la tinta che dà alle facciate il loro caratteristico colore ocra e alla città il soprannome di città di arenaria. L’Unesco iscrive l’insieme al patrimonio mondiale nel 1983, celebrando le gallerie commerciali del XV secolo, le fontane con figure allegoriche del XVI secolo e la Zytglogge, la torre dell’orologio del XIII secolo restaurata nel 1771, il cui meccanismo astronomico attira gli sguardi ai margini del mercatino.

La collegiata di San Vincenzo, costruita tra il 1421 e la fine del XVI secolo, chiude la prospettiva a est con la sua sagoma tardogotica. La Kramgasse e la Gerechtigkeitsgasse, vie commerciali costeggiate da arcate, attraversano la città vecchia da un capo all’altro e concentrano buona parte delle bancarelle del mercatino. Sotto le volte, le vetrine dei negozi abituali convivono con gli stand di stagione, senza che l’uno prenda il sopravvento sull’altro.

La città occupa una penisola disegnata da un’ampia ansa dell’Aar, attraversata da diversi ponti che collegano il centro storico ai quartieri più recenti, sull’altra riva. Questa posizione su un promontorio, scelta nel Medioevo per il suo valore difensivo, spiega il tracciato raccolto delle vie e il dislivello che scende verso il fiume dalla cattedrale. Il parco degli orsi (Bärengraben), allestito in riva all’Aar, si visita tutto l’anno, senza prenotazione, e conserva un legame diretto con l’emblema della città.

Berna ha una funzione particolare in Svizzera: la città ospita il Palazzo federale (Bundeshaus), sede del Parlamento e del Consiglio federale, sulla piazza federale (Bundesplatz), a poche centinaia di metri dalle prime casette. La leggenda locale attribuisce il nome della città all’orso, primo animale cacciato da Bertoldo V al momento della fondazione; l’animale resta l’emblema araldico di Berna, visibile sulle fontane, sulle bandiere e fin sulle inferriate della fossa degli orsi. Questa doppia identità, capitale politica e città medievale preservata, si sente sul mercatino di Natale: i dipendenti del Palazzo federale fanno i loro acquisti di fine anno tra una seduta e l’altra, e le botteghe stanno accanto alle vetrine dei negozi che fanno la vita di quartiere tutto l’anno.

I Mercatini di Natale di Berna, tra artigianato e golosità

Le casette si distribuiscono tradizionalmente su diverse piazze della città vecchia, tra cui la Münsterplatz, ai piedi della cattedrale, e la Waisenhausplatz, un po’ più in alto verso la stazione. Il mercatino della Münsterplatz annuncia la sua edizione 2026 da sabato 28 novembre a giovedì 24 dicembre, con in più tre weekend di mercatino artigianale sulla Münsterplattform (29 novembre, 5 e 6 dicembre, 19 e 20 dicembre); il numero di espositori non è pubblicato.

Gli artigiani svizzeri tengono la maggior parte delle bancarelle: candele, ceramica, tessuti, giocattoli di legno e decorazioni per l’albero modellate a mano. Sul fronte goloso, la raclette e la fondue al formaggio si dividono la scena con le caldarroste, i guetzli (biscottini di Natale) e il pan pepato. Il vin brulé accompagna questi stand, speziato alla maniera svizzera con una punta di cannella e a volte di kirsch. Per ritrovare questi aromi una volta tornati a casa, una ricetta di vin brulé permette di ricreare questo calore speziato senza aspettare l’inverno successivo.

Le bancarelle si prestano bene alla ricerca di regali più che all’acquisto in serie: un oggetto in legno tornito, un biglietto dipinto a mano, un vasetto di miele delle arnie vicine. Il ritmo resta quello di un calendario dell’Avvento a grandezza naturale, dove ogni passaggio lascia il tempo di confrontare due o tre stand prima di scegliere.

Di sera, le luminarie appese alle arcate illuminano le vie commerciali da un capo all’altro. Gli abitanti si fermano uscendo dal lavoro, borsa della spesa in mano: il mercatino si integra nel ritmo quotidiano della città, tra vetrine accese e caffè che non si svuotano mai a dicembre.

Come raggiungere i Mercatini di Natale di Berna

Da Parigi, il TGV Lyria raggiunge Basilea, dove una coincidenza da binario a binario porta a Berna, per un viaggio di circa quattro ore e mezza. Il treno arriva alla stazione centrale (Bahnhof Bern), a una decina di minuti a piedi dalla città vecchia e dalle prime casette.

Chi parte da Ginevra o da Losanna raggiunge la capitale svizzera con i treni regionali FFS, rispettivamente in un’ora e quaranta e in un’ora circa. Per chi parte dall’Alta Savoia (Annecy, Thonon-les-Bains, Évian-les-Bains, Chamonix), la strada più diretta passa per Ginevra prima di continuare verso Berna con l’autostrada svizzera A12.

In auto, la frontiera franco-svizzera più vicina si passa dalle parti di Vallorbe, nel Giura vodese, o più a nord dalle parti di Basilea. Calcola poi da un’ora a un’ora e mezza di strada secondo il valico scelto. La città vecchia resta in gran parte pedonale durante le feste: meglio lasciare l’auto in periferia e raggiungere le casette a piedi.

Un biglietto Interrail o uno Swiss Travel Pass copre il tragitto per chi abbina più città svizzere nello stesso soggiorno. Il car pooling resta un’opzione per raggiungere Berna dall’est della Francia, sull’asse Besançon e poi Basilea, con un tempo di strada paragonabile al treno per un budget spesso più leggero se si è in più persone.

Informazioni pratiche per visitare il mercatino

L’accesso alle casette resta gratuito, come nella maggior parte dei mercatini di Natale svizzeri. Calcola un budget da 15 a 30 franchi svizzeri a persona per uno spuntino e una bevanda calda, ovvero circa da 16 a 31 euro al cambio corrente.

Le casette aprono dal lunedì al giovedì dalle 11 alle 18.30, il venerdì fino alle 20 e nel weekend dalle 10 alle 18; il 24 dicembre il mercatino chiude alle 16. Gli altri mercatini della città, tra cui quello della Waisenhausplatz, pubblicano i propri orari. Prevedi da una a due ore per percorrere tutte le bancarelle, un po’ di più se la visita include un passaggio dalla cattedrale o dalla Zytglogge.

Le vie lastricate e le pendenze della città vecchia complicano il passaggio di sedie a rotelle e passeggini su alcuni tratti. Per ora nessuna informazione ufficiale sull’accessibilità per persone con mobilità ridotta è disponibile da parte dell’organizzazione del mercatino. Quanto al meteo, le temperature di dicembre nella Svizzera tedesca scendono spesso sotto zero di sera: un abbigliamento caldo e scarpe chiuse non sono superflui, tanto più che il pavé umido rende alcuni passaggi scivolosi dopo la pioggia o la neve.

Il parco degli orsi e lo Zentrum Paul Klee, museo dedicato al pittore situato a est della città, completano un’uscita in famiglia nei giorni in cui il mercatino chiude presto o apre solo nel tardo pomeriggio. I due siti si raggiungono in autobus dal centro, senza passare per la città vecchia.

Prolungare il soggiorno intorno a Berna

La posizione centrale di Berna nel Paese permette di proseguire con altri mercatini di Natale svizzeri o di allungare il soggiorno verso le Alpi bernesi. Diverse città si prestano a una scappata complementare, in treno o in auto, senza stravolgere un programma di weekend, con coincidenze frequenti dalla stazione centrale.

  • I mercatini di Natale di Friburgo si visitano in mezza giornata da Berna, a una trentina di minuti di treno, in un’altra città vecchia di arenaria arroccata sopra un’ansa di fiume.
  • I mercatini di Natale di Montreux costeggiano le rive del Lemano, a poco più di un’ora di strada, per un’atmosfera rivolta al lago e ai rilievi circostanti.
  • I mercatini di Natale di Ginevra completano un weekend svizzero tra lago e città vecchia, a circa un’ora e quaranta di treno da Berna.
  • La stazione di Berna serve anche Thun e l’ingresso dell’Oberland bernese, per chi vuole proseguire verso i primi rilievi alpini dopo il mercatino.
  • Lo Zentrum Paul Klee, a est della città, si visita in mezza giornata per prolungare la scoperta di Berna oltre le casette.

Il nostro consiglio

Fissa la visita nel tardo pomeriggio, quando le facciate della città vecchia si illuminano sotto le luminarie e la luce radente valorizza le arcate.

Riletto e approvato dalla redazione

Verificato il su 4 fonti ufficiali. Fonti dettagliate su richiesta.

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