Dove si trova il Mercatino di Natale di Arles
I punti forti del Mercatino di Natale di Arles
- Una ventina di casette in place de la République, ai piedi della cattedrale di Saint-Trophime
- Il Salone internazionale dei santonniers alla cappella Sainte-Anne, più di 60 anni di storia
- I tredici dolci e la tavola di Natale provenzale da assaggiare sul posto
- Il presepe monumentale della chiesa dei Trinitaires e la Grande Parata luminosa
- Una pista di pattinaggio sintetica e uno scenario di città romana patrimonio UNESCO
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Specialità da assaggiare
I sapori che rendono unico questo mercatino
Tredici dolci provenzali
pompe à huile
torrone nero e bianco
frutta candita
vin brulé speziato e santon d’argilla dipinta
Sotto i platani spogli di place de la République, tra il municipio e il portale di Saint-Trophime, i Mercatini di Natale di Arles installano la loro ventina di casette a pochi passi dall’anfiteatro romano. La città che Van Gogh ha dipinto in giallo e blu prende a dicembre le tinte calde delle luminarie, con l’obelisco al centro e le facciate patrimonio UNESCO subito dietro. Qui il Natale si racconta in provenzale: santon (le statuine provenzali) in vetrina, tredici dolci sulla tovaglia, presepe allestito nella chiesa dei Trinitaires.
Passeggiare tra le casette, in place de la République
Il mercatino sta in place de la République, il grande spazio lastricato che riunisce la cattedrale di Saint-Trophime, il municipio e la cappella Sainte-Anne. Una ventina di casette di legno vi si allineano, e il giro si fa in un’ora senza forzare: chiacchieri con l’artigiano che ha montato il suo banco, torni sui tuoi passi perché un oggetto ti ha colpito. L’obelisco romano che troneggia in mezzo alla piazza, illuminato la sera, serve da punto di riferimento.
Intorno, la città vecchia si presta alla passeggiata. Le viuzze strette del quartiere della Roquette, l’anfiteatro a due minuti, il teatro antico subito dietro: passi da una casetta gastronomica a un monumento di venti secoli fa senza sforzo. Una pista di pattinaggio sintetica di 200 m² si aggiunge allo scenario per tutto il periodo delle feste, con noleggio di pattini a prezzo contenuto per chi vuole mettersi alla prova.
I santon e l’artigianato provenzale
Impossibile parlare di un Natale arlesiano senza i santon. La cappella Sainte-Anne, sulla piazza stessa, ospita ogni inverno il Salone internazionale dei santonniers, un appuntamento che dura da più di sessant’anni. Le statuine d’argilla dipinte a mano popolano i presepi provenzali: il mugnaio, la lavandaia, l’arrotino, il pastore con la sua pecora, tutto il piccolo popolo del villaggio che converge verso la stalla. Sui banchi del mercatino trovi sia santon vestiti sia pezzi d’argilla grezza da collezionare.
Il resto dell’artigianato segue la stessa vena locale: saponi, tessuti stampati con motivi provenzali, ceramiche, oli e mieli delle vicine Alpilles. È il genere di posto in cui un regalo acquista senso perché viene da una bottega vicina.
Il presepe provenzale, invece, va oltre la semplice decorazione. Vi si mette in scena un intero villaggio che scende verso la Natività, e ogni famiglia arlesiana completa il suo di anno in anno. È anche il senso del pastrage, quella cerimonia del pastore che, durante la messa di mezzanotte, offre un agnello appena nato in un rituale ereditato dalle transumanze della Camargue. Il mercatino prolunga questa memoria viva, tra le statuine dei banchi e il grande presepe dei Trinitaires.
Golosità: i tredici dolci e il vin brulé
La tavola di Natale provenzale ha le sue regole, e Arles le onora. I tredici dolci chiudono la grande cena della vigilia di Natale: numero simbolico che rimanda a Cristo e ai dodici apostoli. Vi si ritrovano i quattro mendicanti (fichi secchi, mandorle, noci, uvetta), la pompe à huile che si spezza con le mani, il torrone nero e il torrone bianco, la frutta candita di Apt, i datteri, l’uva fresca conservata. Al mercatino, diverse casette li propongono in vendita o in degustazione.
Sul fronte caldo, la ricetta di vin brulé alle spezie scalda le mani quando viene sera, da accompagnare con una fetta di fougasse o con un chichi fregi a seconda dei banchi. Qualche riferimento su cosa puoi infilare nella borsa o assaggiare sul posto:
- I tredici dolci, da comporre da soli sui banchi o da assaggiare durante le animazioni in place du Forum.
- La pompe à huile, brioche piatta profumata ai fiori d’arancio, emblema del cenone provenzale.
- Il torrone nero al miele e alle mandorle, duro sotto i denti, e il suo cugino bianco più morbido.
- Il vin brulé speziato e il succo di mela caldo per i bambini, serviti nelle casette bar.
- I santon d’argilla, da portare a casa per ampliare il presepe di famiglia anno dopo anno.
Animazioni, presepe e grande parata
Il programma delle feste, battezzato les Calend’Arles, va oltre le sole casette. Il presepe provenzale monumentale viene inaugurato a inizio dicembre nella chiesa dei Trinitaires, rue de la République, e resta visibile fino a metà gennaio. Fanfare sfilano per le strade, un ballo fiabesco apre i festeggiamenti, e la Grande Parata luminosa chiude il tutto intorno al 23 dicembre con fuochi d’artificio. Un Natale camarghese mette in primo piano gardian, cavalli e costumi tradizionali per un weekend.
Per i bambini, l’espace Van Gogh ospita animazioni dedicate, e Babbo Natale si presta alle foto all’apertura. L’ingresso al mercatino è gratuito, la pista di pattinaggio fa pagare solo il noleggio dei pattini. Un Natale dei Pichouns, pensato per i piccoli, resta in cartellone per buona parte delle vacanze scolastiche.
Accesso, orari e informazioni pratiche sui Mercatini di Natale di Arles
Arles si raggiunge facilmente in treno: la stazione è servita da TER e TGV da Marsiglia, Avignone e Nîmes, a una decina di minuti a piedi da place de la République. In auto, diversi parcheggi del centro passano a sosta gratuita durante il periodo dell’Avvento (Sixte-Quenin, Chabourlet-Centre, Minimes), e navette gratuite collegano le zone periferiche al cuore storico. Il mercatino si tiene di solito da inizio dicembre alla vigilia di Natale, con aperture serali nel weekend. Le date dell’edizione 2026 sono da confermare presso l’ufficio turistico.
Il treno raggiunge Avignone in venti minuti: i mercatini di Natale di Avignone e la sua Città dei papi meritano la deviazione, mentre i mercatini di Natale di Aix-en-Provence allineano le loro casette sul cours Mirabeau. Più a sud, i mercatini di Natale di Marsiglia e la loro fiera dei santon completano un bel giro provenzale.
Il nostro consiglio
Abbina la visita del mercatino al Salone dei santonniers alla cappella Sainte-Anne e a una deviazione per l’anfiteatro romano, tutti a due minuti dalla piazza.
Riletto e approvato dalla redazione
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