Dove si trova il Mercatino di Natale di Bergerac
I punti forti del Mercatino di Natale di Bergerac
- Una trentina di casette in place Gambetta e nella vecchia Bergerac medievale
- Illuminazione della chiesa di Saint-Jacques e luminarie del centro antico
- Sculture di ghiaccio, carrozze, giri in pony e spettacoli di fuoco
- Specialità del Périgord: foie gras, tartufo, noci, monbazillac e macarons di Bergerac
- Statue di Cyrano de Bergerac e rive della Dordogna a pochi minuti dalle casette
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Specialità da assaggiare
I sapori che rendono unico questo mercatino
Foie gras e tartufo nero del Périgord
noci del Périgord
porcini
macarons di Bergerac
vini bergerac e pécharmant
monbazillac liquoroso e vin brulé speziato
Sulle rive della Dordogna, tra le case a graticcio della città vecchia e le statue di Cyrano erette in place Pélissière, i mercatini di Natale di Bergerac riuniscono una trentina di casette in place Gambetta e nel centro antico. L’illuminazione della chiesa di Saint-Jacques dà il tono fin dall’apertura, con le luminarie che vestono il campanile e si riflettono sulle facciate di pietra bionda. Artigiani d’arte, scultori di ghiaccio, carrozze e spettacoli di fuoco scandiscono queste settimane di dicembre, in una città che vive di foie gras, tartufo e vino di monbazillac. Ci si viene per cercare un regalo, assaggiare un bicchiere di liquoroso e ripartire con il necessario per imbandire la tavola delle feste.
Le casette in place Gambetta e nella vecchia Bergerac
Il villaggio si organizza intorno a place Gambetta, cuore commerciale della città, con estensioni in place Louis de la Bardonnie e a Dordonha. Una trentina di casette di legno ospita gli artigiani d’arte, i creatori e i produttori del Périgord, il che ne fa un appuntamento a misura di città media, piacevole da percorrere senza fretta. Babbo Natale tiene la sua casa in place Gambetta per la foto e le letterine dei regali, mentre gli scultori di ghiaccio lavorano i loro blocchi con la motosega davanti ai passanti, in alcuni weekend di dicembre.
Lo scenario di Bergerac fa molto per l’atmosfera. La città vecchia medievale e rinascimentale allunga le sue viuzze acciottolate, le case a graticcio e i palazzi fino al fiume, dove le gabarre (le imbarcazioni tradizionali che un tempo portavano il vino giù verso Bordeaux) ricordano il passato fluviale della città. In place Pélissière, la statua di Cyrano de Bergerac troneggia in mezzo alla piazzetta, strizzata d’occhio all’eroe di Edmond Rostand che ha reso celebre la città ben oltre i suoi confini. Una seconda statua del personaggio, più imponente, si erge un po’ più in là vicino alla chiesa di Notre-Dame. Venuta la sera, l’illuminazione della chiesa di Saint-Jacques trasforma questo punto di riferimento del centro in un quadro di festa, un momento che le famiglie aspettano ogni anno.
Le golosità dei mercatini di Natale di Bergerac: il Périgord nel piatto
Difficile parlare di Bergerac senza evocare la tavola del Périgord, che occupa buona parte dei banchi golosi. Il foie gras, intero o mi-cuit, troneggia sui banchi dei produttori, spesso accompagnato da un bicchiere di monbazillac, quel liquoroso dorato che è l’orgoglio del vigneto locale. Il tartufo nero del Périgord, quando la stagione è buona, profuma terrine e uova strapazzate, e le noci del Périgord si declinano in olio, torta e dolciumi. Sul fronte salato, i porcini secchi e le conserve d’anatra riempiono facilmente un cesto delle feste. I vignaioli della denominazione bergerac e del pécharmant propongono i loro rossi da invecchiamento per accompagnare i pasti, da assaggiare al bicchiere mentre fai il giro delle casette. Se vuoi prolungare l’atmosfera una volta rientrato, una buona ricetta di vin brulé alle spezie tiene bene al caldo la casa mentre il liquoroso aspetta il dessert.
- Il foie gras del Périgord, intero o mi-cuit, servito su crostino con un goccio di monbazillac al banco dei produttori.
- Il monbazillac, quel vino liquoroso dorato che accompagna il foie gras come il dessert, da portare a casa per la tavola di Natale.
- Il tartufo nero e i porcini, quando la stagione lo permette, per profumare i piatti di festa.
- Le noci del Périgord e le loro declinazioni: olio, torta di noci e dolciumi da sgranocchiare.
- I macarons di Bergerac, quelle piccole dolcezze alla mandorla la cui ricetta risale a diversi secoli fa.
Orari, animazioni e accesso: le informazioni pratiche
L’ingresso al mercatino resta gratuito, paghi solo ciò che consumi o porti a casa. L’edizione 2025 si è tenuta dal 3 al 28 dicembre, con casette aperte da mezzogiorno, e dalle 10 il mercoledì e il sabato, fino alle 20.30 nei giorni di forte affluenza, e una chiusura il 25 dicembre. Per l’inverno 2026 le date restano da confermare da parte della Città e dell’ufficio turistico, che pubblicano il programma in autunno. L’accensione delle luminarie, con uno spettacolo di fuoco sul sagrato della chiesa di Notre-Dame, apre per tradizione la stagione a inizio dicembre.
Le animazioni riempiono bene le giornate: giri in pony in place du Docteur Cayla, passeggiate in carrozza intorno alla chiesa di Notre-Dame, sculture di ghiaccio, parate di giocolieri del fuoco e di marionette giganti, concerti e laboratori creativi per i bambini. Gli amanti del patrimonio musicale possono anche approfittare delle visite all’organo della chiesa di Notre-Dame, aperto in alcuni pomeriggi dall’associazione degli amici dell’organo.
In treno, la stazione di Bergerac si trova a una decina di minuti a piedi dal centro antico, e la linea collega Bordeaux in poco più di un’ora. In auto, diversi parcheggi cingono il centro, ma i posti si riempiono in fretta nei weekend di dicembre: meglio arrivare presto o puntare al tardo pomeriggio, quando le luminarie si accendono sulle facciate. Il centro antico è pedonale e si percorre agevolmente, anche se il selciato richiede un po’ di attenzione con un passeggino. Calcola da una a due ore per fare il giro delle casette, di più se prosegui con un pasto e una passeggiata lungo la Dordogna.
Il patrimonio di Bergerac, a due passi dalle casette
Bergerac si visita ben oltre le casette, e il vecchio centro medievale e rinascimentale si presta a una passeggiata lenta tra un passaggio e l’altro al mercatino. Place Pélissière, antica piazza del pesce rinnovata negli anni Ottanta, riunisce le sue case a graticcio intorno alla statua di Cyrano e alla chiesa di Saint-Jacques, un tempo tappa sul cammino di Compostela. Un po’ più in là, place du Feu ospita la maison Peyrarède, palazzo del XVII secolo che accoglie il museo del Tabacco, uno dei pochi del genere in Francia, dove si segue la storia di una coltura che ha fatto vivere a lungo la valle. Le viuzze scendono poi verso il vecchio porto e la Dordogna, dove le gabarre (quelle barche a fondo piatto che un tempo portavano vino e legname giù verso Bordeaux) riprendono servizio per uscite commentate: un punto di vista sulla città, i suoi tetti di tegole e il suo ponte di pietra che si apprezza anche nella luce corta di dicembre.
La grande figura locale resta Cyrano, quel moschettiere dalla verve e dal gran naso immortalato da Edmond Rostand nel 1897. La città lo ha adottato come emblema, al punto da erigergli due statue, e il suo nome risuona nei negozi e sui manifesti della città vecchia. Intorno, place de la Myrpe con le sue case a graticcio, il convento dei Récollets e i palazzi di pietra bionda compongono un centro antico compatto, piacevole da percorrere a piedi, dove si passa dal mercatino alle viuzze storiche in pochi minuti.
Il vigneto di Bergerac: monbazillac, pécharmant e la maison des vins
Bergerac dà il nome a un vigneto di quasi 12.000 ettari, tredici denominazioni e diverse centinaia di vignaioli distribuiti sulle due rive della Dordogna. La maison des vins, installata nel chiostro dei Récollets (un complesso monastico del XVII secolo posato di fronte al fiume), serve da porta d’ingresso per capire questi terroir: si degusta al bicchiere, si individuano le tenute da visitare e si riparte con qualche bottiglia per le feste. È una sosta al caldo bell’e pronta quando il freddo pizzica tra un giro di casette e l’altro.
Due denominazioni si distinguono. Il monbazillac, quel bianco liquoroso dorato nato dalle uve botritizzate sui pendii a sud della città, accompagna tanto il foie gras all’antipasto quanto il dessert, e il suo castello rinascimentale apre le cantine alla degustazione a pochi minuti d’auto. Il pécharmant, all’opposto, dà rossi da invecchiamento profondi e tannici, coltivati sulle terrazze ghiaiose a nord-est di Bergerac, fatti apposta per i piatti in umido dell’inverno. Tra i due, i bergerac secchi, i rosati e i rossi di côtes-de-bergerac completano una gamma ampia che si ritrova sui banchi del mercatino e dagli enotecari del centro.
Se prolunghi il soggiorno, la strada dei vini serpeggia tra i castelli e i villaggi arroccati della zona, e fa di Bergerac una buona base per muoversi nel Périgord. I mercatini di Natale di Sarlat con le loro viuzze medievali si raggiungono in meno di un’ora, mentre i mercatini di Natale di Périgueux completano una fuga nel Périgord. Più a ovest, i mercatini di Natale di Bordeaux e il loro grande villaggio delle allées de Tourny offrono un contrasto di dimensioni per un weekend.
Il nostro consiglio
Abbina la visita del mercatino alla città vecchia rinascimentale, alla maison des vins nel chiostro dei Récollets per una degustazione di monbazillac, e a una passeggiata lungo la Dordogna.
Riletto e approvato dalla redazione
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