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Marché de Noël de Aurillac, chalets illuminés en soirée Immagine illustrativa
Date da confermare

Mercatino di Natale di Aurillac

I Mercatini di Natale di Aurillac riuniscono le casette tra lo square Vermenouze e il municipio, con giostre, parata e sapori del Cantal.

Appuntamento locale Autentico Per famiglie Goloso Di montagna Piccolo (meno di 30 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Aurillac

I punti forti del Mercatino di Natale di Aurillac

  • Casette dallo square Vermenouze a place de l’Hôtel de Ville
  • Giostre, passeggiate a dorso di pony e incontro con Babbo Natale
  • Parata «White Christmas» nelle vie pedonali e fuochi d’artificio di apertura
  • Specialità del Cantal: cantal AOP, salers, truffade, aligot, genziana di Salers
  • Città vecchia medievale, castello di Saint-Étienne sul suo vulcano e ricordo di Gerberto di Aurillac

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

Rannicchiata in una conca del Cantal, tra il Puy Mary e il Plomb du Cantal, Aurillac accende il suo mercatino di Natale sullo square Vermenouze e fino a place de l’Hôtel de Ville. Le casette di legno si allineano lungo le vie pedonali del centro storico, dove l’ardesia scura dei tetti regge le luminarie. Qui i Mercatini di Natale di Aurillac hanno il sapore schietto della montagna: cantal AOP stagionato, salers, truffade fumante, genziana servita al bicchiere e vin brulé che scalda le mani gelate. A 680 metri di altitudine media, la città respira l’aria frizzante dei vulcani d’Alvernia, e lo senti appena metti piede nel villaggio di Natale.

Un villaggio di casette dallo square Vermenouze a place de l’Hôtel de Ville

Il cuore del mercatino batte allo square Vermenouze, la piazza alberata diventata luogo di ritrovo del centro storico. Le casette risalgono poi le vie pedonali, rue des Carmes, rue Émile Duclaux, rue Victor Hugo, place Claude Érignac, fino a place de l’Hôtel de Ville dove troneggia il municipio illuminato. Per l’edizione 2025 il villaggio si è tenuto dal 13 al 24 dicembre, aperto di giorno fino a sera, con un’inaugurazione a colpi di fuochi d’artificio firmata dai Lez’Arts du Feu.

Vai da uno stand di artigiani a una bancarella di golosità in pochi passi, senza mai sentirti perso: il centro di Aurillac sta in un perimetro dove tutto si fa a piedi. Le giostre montate intorno allo square trattengono le famiglie per buona parte del pomeriggio, mentre i più piccoli aspettano il passaggio di Babbo Natale e le passeggiate a dorso di pony. Lo scenario ha carattere. Le facciate di basalto e di arenaria rossa, i vecchi palazzi nobiliari e la Jordanne che attraversa la città ricordano che si cammina in una cittadina medievale, nata intorno all’abbazia che ha dato al mondo Gerberto, il monaco diventato lo studioso più celebre del suo tempo prima di salire sul trono di san Pietro con il nome di Silvestro II, il papa dell’anno mille. La sua statua in bronzo occupa una piazza vicina, ed è una bella porta d’ingresso per capire la storia del luogo.

Quello che colpisce una volta sul posto è la cordialità dello scambio. I produttori arrivano dalle valli vicine, conoscono la loro stagionatura al giorno esatto e si prendono il tempo di spiegare la differenza tra un cantal entre-deux e uno vecchio di diciotto mesi. Si riparte con un pezzo scelto bene e due o tre indirizzi di buron da visitare l’estate seguente. I bambini, dal canto loro, hanno di che riempire un intero tardo pomeriggio: le giostre, le passeggiate a dorso di pony, i laboratori dove si fabbrica una decorazione da portare a casa. Quando la notte cala sui tetti d’ardesia e le luminarie si riflettono nelle vetrine, la piazza prende l’aria di una festa di paese, con la linea dei monti del Cantal all’orizzonte.

I sapori del Cantal ai Mercatini di Natale di Aurillac

Sul fronte del palato si entra in terra di alpeggi e di buron, e le bancarelle non barano. Il cantal AOP si declina dal giovane al vecchio, il salers arriva in tutta la sua potenza, e la toma fresca del giorno aspetta il suo momento per trasformarsi in truffade o in aligot filante. Qui servono la truffade ben dorata, mescolata a cubetti di pancetta e aglio, un piatto di montagna che riempie quando il termometro precipita. Vignaioli e distillatori presentano la genziana di Salers, l’aperitivo amaro tratto dalla radice, mentre il vin brulé alle spezie passa di mano in mano sotto le luminarie. Se vuoi prolungare l’atmosfera a casa tua, una buona ricetta di vin brulé alla cannella e all’arancia fa già metà del lavoro.

La tavola del Cantal va ben oltre il formaggio. Il cavolo ripieno stufato, il pounti (quel pasticcio dolce-salato alle erbe e alle prugne secche), la costata di manzo di Salers delle vacche dal manto mogano, tutto questo si trova dai produttori arrivati dagli altopiani intorno. Tra una casetta e l’altra si sgranocchiano caldarroste, una crêpe o una fetta di pain d’épices, il pan pepato francese, prima di ripartire con una forma sotto il braccio. I produttori di miele dei monti del Cantal presentano i loro vasetti di erica e di fiori di montagna, i produttori di confetture propongono ricette al mirtillo e alla castagna, e qualche cioccolatiere del centro veste le vetrine per l’occasione. È il tipo di mercatino dove si riempie senza fatica il cestino dei pranzi delle feste, dal formaggio al dessert.

  • Il cantal AOP e il salers, due formaggi da stagionatura da assaggiare al coltello prima di portarne a casa un pezzo per le feste.
  • La truffade e l’aligot, preparati al momento con la toma fresca e serviti fumanti sotto le luminarie.
  • La genziana di Salers, aperitivo amaro simbolo della montagna del Cantal, da provare al bicchiere.
  • Il pounti e il cavolo ripieno, piatti del territorio che raccontano la cucina contadina dell’altopiano.
  • Il vin brulé speziato e le caldarroste, compagni obbligati delle serate in cui l’aria pizzica.

Orari, accesso e animazioni: le informazioni pratiche

L’ingresso al mercatino resta gratuito, paghi solo quello che consumi o che porti via nella borsa dei regali. L’edizione 2025 si è svolta dal 13 al 24 dicembre, con un’apertura speciale la mattina di mercoledì 24 dicembre per gli ultimi acquisti. Per l’inverno 2026 le date restano da confermare da parte del Comune e dell’ufficio turistico del Pays d’Aurillac, che di solito pubblicano il programma in autunno. I momenti forti scandiscono le giornate: la parata «White Christmas» della compagnia les Ambianceurs che risale le vie pedonali, i concerti in place Saint-Géraud, i laboratori creativi per i bambini e la caccia al tesoro in cui si parte sulle tracce delle decorazioni perse dall’elfo Fripon nelle vetrine del centro.

In treno, la stazione di Aurillac ti lascia a una decina di minuti a piedi dallo square Vermenouze, con collegamenti TER verso Clermont-Ferrand, Brive e Tolosa. La città ha la fama di essere il capoluogo meno raggiungibile di Francia via ferrovia, quindi meglio verificare gli orari in anticipo se arrivi da lontano. In auto, la sosta intorno al centro si organizza bene: il parcheggio gratuito del castello di Saint-Étienne, a cinque minuti a piedi da place de l’Hôtel de Ville, toglie d’impaccio nei weekend affollati, come i parcheggi del May e di place Gerbert. Il cuore pedonale resta praticabile, anche se il selciato del centro storico chiede un po’ di attenzione con un passeggino. Calcola una o due ore per fare il giro delle casette, di più se metti in fila giostre, l’Enchantement du Square (uno spettacolo di luci, dalle 17 alle 21 nel 2025) e pausa truffade.

Cosa vedere intorno ai Mercatini di Natale di Aurillac

La città si visita ben oltre le casette. Il castello di Saint-Étienne, appollaiato su un antico vulcano sopra la città vecchia, ospita la Maison des volcans e offre un panorama sui tetti d’ardesia e sui monti intorno: una buona sosta per cogliere il legame tra Aurillac e il massiccio del Cantal. La salita si fa a piedi dal centro, e lo spazio museale spiega la nascita del vulcano più vasto d’Europa, lo stesso di cui si scorgono i resti tutt’intorno alla città. Il centro medievale riserva i suoi vicoli stretti, le case a graticcio e le rive della Jordanne, piacevoli anche sotto un cielo d’inverno. Aurillac coltiva anche un’identità singolare: quella dell’ombrello, di cui la città fu a lungo la capitale manifatturiera, un saper fare che si ritrova ancora da qualche artigiano e che fa bei regali da mettere sotto l’albero. La città punta molto anche sul teatro di strada: ogni agosto un grande festival internazionale occupa le piazze del centro e attira compagnie da tutto il mondo, il che alimenta tutto l’anno una scena artistica ben viva. Due tratti di carattere che spiegano l’atmosfera un po’ fuori dagli schemi e generosa che si respira al mercatino di fine anno.

Se prolunghi il soggiorno, il Cantal mette in mostra i suoi vulcani, raggiungibili in auto: il Puy Mary e il Plomb du Cantal, vette del più vasto stratovulcano d’Europa, coronano paesaggi di buron e di alpeggi che sotto la neve prendono l’aria di una cartolina. Per costruire un giro di mercatini nella regione, i mercatini di Natale di Clermont-Ferrand e i mercatini di Natale di Le Puy-en-Velay aprono altre atmosfere d’Alvernia, mentre i mercatini di Natale di Rodez, nel vicino Aveyron, si raggiungono in meno di due ore di strada attraverso le gole.

Il nostro consiglio

Abbina il mercatino alla salita al castello di Saint-Étienne e alla sua Maison des volcans, a cinque minuti a piedi, per un panorama sulla città vecchia e sui monti del Cantal.

Riletto e approvato dalla redazione

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