Dove si trova il Mercatino di Natale di Cahors
I punti forti del Mercatino di Natale di Cahors
- Casette e artigiani d’arte nella città vecchia, allées Fénelon e place de la Libération
- Pista di pattinaggio di 600 m² sotto i platani delle allées Fénelon
- Sfilata fiabesca «Pégase, le chant des étoiles» tra le allées Fénelon e il boulevard Gambetta
- Specialità del Quercy: vino di Cahors al malbec, zafferano, rocamadour AOP, pastis del Quercy
- Ponte Valentré medievale e cattedrale di Saint-Étienne a pochi minuti dalle bancarelle
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Specialità da assaggiare
I sapori che rendono unico questo mercatino
Vino di Cahors
Malbec
zafferano del Quercy
tartufo nero
rocamadour AOP
agnello Label Rouge
pastis del Quercy
Torta di mele
cioccolatini artigianali e vin brulé speziato
Stretta in un’ansa del Lot, la città vecchia di Cahors accende le sue luci ai primi di dicembre e trasforma le allées Fénelon e il boulevard Gambetta in una passeggiata delle feste. I Mercatini di Natale di Cahors uniscono bancarelle di artigiani d’arte, produttori del Quercy e una pista di pattinaggio di 600 m² montata sotto i platani, a pochi minuti dal celebre ponte Valentré e dalla cattedrale di Saint-Étienne. Si assaggiano lo zafferano del Quercy, il vino di Cahors e i cioccolatini dei creatori locali, in una città medievale i cui vicoli di pietra ocra conservano la memoria dei pellegrini di Santiago. Un’atmosfera calorosa e a misura d’uomo, tra patrimonio romanico e gastronomia del Sud-Ovest francese.
Le casette dalle allées Fénelon al boulevard Gambetta
Il cuore dei festeggiamenti batte sulle allées Fénelon, l’ampio viale alberato che costeggia la città vecchia. Le giostre vi si installano ai primi di dicembre e restano fino ai primi giorni di gennaio, mentre la pista di pattinaggio, con i suoi 600 m² di ghiaccio, arriva per le feste. Intorno, il boulevard Gambetta e la place de la Libération ospitano gli appuntamenti del mercato, tra cui quello degli artigiani d’arte «L’Art à sa place». Lo scenario deve molto alla città stessa: le facciate medievali del centro storico tutelato, i vicoli stretti del quartiere delle Badernes, i portali romanici e gotici ricordano che Cahors fu una piazzaforte prospera, sede universitaria e crocevia mercantile nel Medioevo.
Sabato 13 dicembre la place de la Libération si riempie di artigiani d’arte e produttori arrivati da tutto il Lot. Creatori di gioielli, ceramisti, lavoratori del cuoio, soffiatori di vetro, saponai, tornitori del legno e raccoglitori di piante aromatiche espongono dalle 9 alle 17. Un momento forte dell’edizione 2025, completato da «Noël-Métiers d’art» all’Espace Valentré, dove una trentina di laboratori espongono ceramiche e tessuti a ingresso libero. Il tutto a breve distanza dal ponte Valentré, che con le sue tre torri merlate del XIV secolo e la leggenda del diavolo è uno dei ponti fortificati meglio conservati d’Europa, patrimonio UNESCO nell’ambito dei cammini di Santiago.
Cosa si assaggia ai Mercatini di Natale di Cahors: il Quercy nel cestino
Qui la tavola delle feste attinge a un territorio ricco. Lo zafferano del Quercy, spezia rara coltivata sugli altipiani calcarei dei causses, profuma tanto i piatti salati quanto i dolci, e si trova sui banchi dei produttori. Il vino di Cahors, il «black wine» ricavato dal vitigno malbec (il côt locale), ha il ruolo principale: un’AOC rinomata da secoli, da portare a casa per i pranzi delle feste o da assaggiare dai vignaioli del vigneto vicino. Intorno, il tartufo nero del Quercy, l’agnello Label Rouge, il rocamadour AOP (un piccolo formaggio di capra cremoso) e il pastis del Quercy, torta di mele in sottile pasta croccante, completano il cestino. Cioccolatieri e pasticceri della città propongono le loro creazioni da regalare, accanto a mieli, tisane e oli essenziali dei raccoglitori del causse. Per prolungare a casa il calore dei viali, una buona ricetta di vin brulé alle spezie riprende lo spirito delle serate di dicembre.
- Il vino di Cahors, il «black wine» a base di malbec (côt): un’AOC del Sud-Ovest da assaggiare al bicchiere o da portare a casa per le feste.
- Lo zafferano del Quercy, spezia dei causses, presente dai produttori per profumare piatti e dolci di Natale.
- Il rocamadour AOP, piccolo formaggio di capra cremoso, e l’agnello del Quercy Label Rouge, due orgogli locali.
- Il pastis del Quercy, torta di mele in pasta croccante, e i cioccolatini degli artigiani di Cahors da mettere sotto l’albero.
- Il tartufo nero del Quercy, quando a dicembre la stagione è nel pieno, star dei mercati del Lot.
Orari, pista di pattinaggio e accesso: i Mercatini di Natale di Cahors in pratica
L’accesso ai viali e ai mercatini resta gratuito: paghi solo quello che consumi o compri, oltre alla sessione di pattinaggio. Nell’edizione 2025 le luminarie si sono accese il 5 dicembre sul sagrato del municipio, con abeti luminosi, stelle e animali del bosco. La pista di pattinaggio di 600 m² è rimasta aperta dal 10 dicembre al 2 gennaio, dal lunedì al venerdì nel tardo pomeriggio e con orario continuato nei weekend. Mercoledì 17 dicembre alle 18 la sfilata fiabesca «Pégase, le chant des étoiles» ha percorso il tratto tra le allées Fénelon e il boulevard Gambetta, con il cavallo alato in testa. Per l’inverno 2026 le date esatte restano da confermare da parte del Grand Cahors e dell’ufficio turistico Cahors-Vallée du Lot, che di solito pubblicano il programma in autunno.
In treno, la stazione di Cahors è a pochi minuti a piedi dalle allées Fénelon, sulla linea Tolosa-Brive, il che rende facile la gita senza auto sia dal capoluogo occitano sia dal nord del dipartimento. In auto, diversi parcheggi circondano la città vecchia, ma i posti scarseggiano nei sabati di dicembre: puntare sulla mattina o sul tardo pomeriggio evita di girare a vuoto. I viali e il boulevard sono pianeggianti e larghi, quindi praticabili con passeggino o sedia a rotelle, anche se i vicoli acciottolati delle Badernes richiedono più attenzione. Conta una o due ore per percorrere bancarelle e passeggiata, di più con una pausa sul ghiaccio o una deviazione fino al ponte Valentré.
Cosa vedere intorno al mercatino di Cahors
La città si presta a una vera giornata di visita. Il ponte Valentré, a ovest della città vecchia, resta l’immagine di Cahors: tre torri, sei arcate gotiche e la famosa leggenda del patto con il diavolo, che spiegherebbe la lentezza della sua costruzione nel XIV secolo. La cattedrale di Saint-Étienne, dal canto suo, sorprende con le sue due cupole bizantine, tra le più vaste di Francia, e il timpano romanico scolpito con un’Ascensione. Intorno, il centro storico tutelato allinea case di mattoni rosa e di pietra, cortili nascosti e archi medievali, un dedalo da percorrere ben coperti tra una bancarella e l’altra.
Se prolunghi il soggiorno, la valle del Lot si apre sui villaggi arroccati del Quercy e sul vigneto di Cahors, le cui cantine accolgono volentieri anche in inverno per una degustazione di malbec. La città è anche una buona base per esplorare il Sud-Ovest: i Mercatini di Natale di Montauban con la loro place Nationale si raggiungono in meno di un’ora di auto, i Mercatini di Natale di Sarlat prolungano il viaggio sul versante del Périgord, e i Mercatini di Natale di Tolosa aggiungono il respiro di una grande città rosa per un weekend di feste in Occitania.
Il nostro consiglio
Abbina il mercatino al ponte Valentré con le sue tre torri del XIV secolo, poi alle cupole bizantine della cattedrale di Saint-Étienne, tutti a pochi minuti a piedi dai viali.
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