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Marché de Noël de Tarbes, chalets illuminés en soirée Immagine illustrativa
Date da confermare

Mercatino di Natale di Tarbes

I Mercatini di Natale di Tarbes, «Tarbes en Décembre», riuniscono una quindicina di casette, una giostra d’epoca e una pista di pattinaggio in centro, tra place de Verdun e place Marcadieu.

Appuntamento locale Autentico Per famiglie Goloso Piccolo (meno di 30 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Tarbes

I punti forti del Mercatino di Natale di Tarbes

  • Casette e giostra d’epoca sulla place de Verdun, nel cuore di Tarbes
  • Pista di pattinaggio di 550 m² in place Jean Jaurès, con spazio per i 3-7 anni
  • Passeggiate gratuite in carrozza e parata di Natale per le famiglie
  • Specialità della Bigorre: fagiolo tarbais, gâteau à la broche, vini di Madiran
  • Porta dei Pirenei, a meno di un’ora da Lourdes e dal Pic du Midi

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

Fagiolo tarbais Label Rouge e IGP

garbure

gâteau à la broche

oreilles de cochon

montone di Barèges-Gavarnie

formaggi di pecora

vini di Madiran e Pacherenc

vin brulé speziato

Sotto i platani della place de Verdun, Tarbes riunisce ogni inverno le sue casette di legno, la sua giostra d’epoca e una pista di pattinaggio installata poco più in là, in place Jean Jaurès. I Mercatini di Natale di Tarbes, battezzati «Tarbes en Décembre», collegano le grandi piazze del centro con un filo di luminarie e decorazioni luminose che corre dalla place de Verdun fino alla place Marcadieu e alle sue vecchie halles. Siamo in Bigorre, alle porte dei Pirenei, con il Pic du Midi e Lourdes a meno di un’ora. La città del cavallo tarbais conserva un’aria guascona schietta, tra il parc Massey, giardino tutelato, e l’Haras national vicinissimo, e il suo villaggio di Natale punta sulla convivialità più che sul gigantismo.

Le casette, dal centro alla place Marcadieu

Il cuore della manifestazione sta sulla place de Verdun, vero centro di Tarbes, dove si raggruppano una quindicina di casette di legno e una giostra d’epoca. Gli stand si dividono tra idee regalo (gioielli, accessori, decorazioni, creatori locali) e golosità, in un formato raccolto che lascia il tempo di parlare con gli artigiani senza farsi largo a gomitate. I percorsi luminosi collegano la place de Verdun alla place Marcadieu, la cui halle metallica del XIX secolo e il mercato coperto fanno parte dello scenario quotidiano dei tarbesi. Sulla stessa place Marcadieu, la fontana delle quattro valli e le sue statue ricordano i torrenti della Bigorre, un punto di riferimento in fondo al percorso luminoso. Le decorazioni 3D e le luminarie si accendono con il buio, e il passaggio da una piazza all’altra ritma la visita meglio di una mappa.

Il bello di Tarbes sta anche in quello che c’è intorno. Il jardin Massey, parco tutelato con alberi notevoli, distende i suoi undici ettari di sequoie, cedri del Libano e banani intorno a un chiostro medievale di quaranta arcate rimontato pietra per pietra, a un’orangerie e al museo Massey, di architettura moresca, che ospita un museo di belle arti e il museo internazionale degli ussari, quattro secoli di storia di questo corpo di cavalleria leggera. L’Haras national, ristabilito da Napoleone I nel 1806, resta la culla dell’anglo-arabo, razza nata qui dal cavallo tarbais per la cavalleria dell’Impero, e si visita tra le sue scuderie e la sua selleria. Questa doppia veste, città di guarnigione e città di cavalli, dà al centro il suo carattere un po’ militare e benestante, lontano dalla cartolina di montagna che a volte si immagina per una porta dei Pirenei.

Golosità dei Mercatini di Natale di Tarbes: la Bigorre nella gerla

Per il palato, la Bigorre ha di che riempire un cesto. Il fagiolo tarbais, secco sui banchi, è la star locale: questa varietà rampicante coltivata sulle colline, protetta da un Label Rouge e da un’IGP, è la base della garbure, la zuppa densa di cavolo, confit e stinco che apre di consueto un pasto della Bigorre. Si incontrano anche il gâteau à la broche, cotto a strati sottili davanti al fuoco su uno stampo conico rotante, riconoscibile dalle sue punte dorate, e le oreilles de cochon, frittelle sottili spolverate di zucchero che del maiale hanno solo il nome. I vignaioli del vicino Madiran propongono le loro cuvée, rosso strutturato o pacherenc più dolce, da portare a casa per la tavola delle feste. Il montone di Barèges-Gavarnie, DOP d’alta montagna, e i formaggi di pecora delle valli completano il panorama. Se vuoi prolungare l’atmosfera a casa, una buona ricetta di vin brulé alle spezie fa già metà del lavoro delle serate d’inverno.

  • Il fagiolo tarbais Label Rouge e IGP, secco sui banchi, indispensabile per la vera garbure della Bigorre.
  • Il gâteau à la broche, cotto strato dopo strato davanti alla brace, con le sue punte caratteristiche.
  • Le oreilles de cochon, frittelle sottili e croccanti passate nello zucchero, da sgranocchiare tra una casetta e l’altra.
  • I vini di Madiran e di Pacherenc du Vic-Bilh, per accompagnare confit, magret e formaggi di pecora.
  • Il vin brulé alle spezie, servito bello fumante, l’alleato delle passeggiate serali sotto le luminarie.

Pista di pattinaggio, giostra e animazioni per i bambini

Il programma punta chiaramente alle famiglie. In place Jean Jaurès, una pista di pattinaggio di 550 m² accoglie i pattinatori, con uno spazio riservato ai bambini dai 3 ai 7 anni e un accesso pensato per le sedie a rotelle. La giostra d’epoca, le passeggiate gratuite in carrozza dalla Poste, la pesca alle palline di Natale e le giostre in stile «Fantasia World» sulla place de Verdun tengono occupati i più piccoli per buona parte del pomeriggio. Intorno, gli appuntamenti si susseguono: parata di Natale, foto con Babbo Natale, laboratori creativi, girotondi di elfi, Chanteurs Pyrénéens e chœur du Sud, senza dimenticare la slitta dei pompieri. Un vero programma di animazioni che dà ai mercatini di Natale di Tarbes l’aria di una festa cittadina più che di una semplice fila di bancarelle.

La ruota della fortuna, la festa da ballo dei bambini e gli spettacoli di bolle giganti tornano di edizione in edizione, e i negozi del centro aprono le porte le domeniche di dicembre. I Chanteurs Pyrénéens e il chœur du Sud mettono una colonna sonora che sa di territorio, tra polifonie di montagna e ritornelli di festa. Per i più piccoli, la giostra d’epoca e lo spazio pattinaggio dedicato ai 3-7 anni permettono una prima pattinata senza stress, mentre i più grandi tentano la pesca alle palline o salgono sulle giostre della place de Verdun.

Orari, accesso e informazioni pratiche

L’ingresso al villaggio resta gratuito: paghi solo quello che consumi o porti a casa. La pista di pattinaggio costa circa 4 € l’ora e la giostra si paga a biglietto. Nelle edizioni recenti il villaggio apriva tutti i giorni dalle 10 alle 20, con orari ridotti il 24 e il 31 dicembre (10-18) e apertura pomeridiana il 25 dicembre e il 1° gennaio. Per l’inverno 2026 le date esatte restano da confermare da parte del Comune, che di solito pubblica il programma in autunno su decembre.tarbes.fr.

In treno, il vantaggio è notevole: la stazione di Tarbes si trova a pochi minuti a piedi dalla place de Verdun, e la linea serve Pau, Tolosa e Lourdes, il che rende la gita senza auto molto fattibile. In auto, diversi parcheggi circondano il centro, tra cui quello della place de Verdun aperto senza interruzione, ma i posti si fanno rari nei weekend di dicembre: meglio arrivare presto o puntare sul fine giornata, quando le luminarie prendono il sopravvento. Il centro è piatto e in gran parte pedonale, nel complesso accessibile nonostante qualche tratto di selciato. Conta da una a due ore per il giro delle casette, di più con la pista di pattinaggio e una pausa golosa.

La posizione di Tarbes ne fa una buona base per muoversi nei dintorni. I Mercatini di Natale di Pau si raggiungono in meno di quaranta minuti di treno, i Mercatini di Natale di Tolosa prolungano il weekend nella città rosa, e i Mercatini di Natale di Bayonne aggiungono una fuga basca a ovest, tra cioccolato e luci. Quanto basta per mettere insieme più atmosfere del Sud-Ovest in uno stesso soggiorno.

Sul posto, Tarbes si lascia esplorare oltre le casette. Il jardin Massey, aperto anche d’inverno, distende i suoi viali di alberi rari intorno a un chiostro medievale e a un chiosco, con il museo degli ussari sistemato vicino all’orangerie. L’Haras national, ristabilito sotto l’Impero, si visita e racconta la storia del cavallo tarbais e dell’anglo-arabo, una razza nata nella regione. Sulla place Marcadieu, le halles coperte e il mercato del mattino danno un assaggio del territorio ancora prima delle casette: è lì che si trovano il fagiolo tarbais in grani, i formaggi di pecora e i salumi locali che riempiono i cesti delle feste. Per prendere quota, il Pic du Midi e il suo osservatorio si raggiungono in un’ora di strada passando per La Mongie, con la salita in funivia fino a 2.877 metri e una vista che corre su tutta la catena. Lourdes, con il suo santuario illuminato nel periodo dell’Avvento e la sua fiaccolata, resta a venti minuti di treno. Bagnères-de-Bigorre e le sue terme completano la fuga sul versante delle valli, quando si ha voglia di calore dopo una giornata passata tra le casette, e le stazioni sciistiche dell’area di Payolle o del Tourmalet aprono le prime piste appena la neve tiene.

Il nostro consiglio

Completa la visita del mercatino con il jardin Massey e il suo chiostro, o con l’Haras national, culla del cavallo tarbais, entrambi a poche vie dalle casette.

Riletto e approvato dalla redazione

Informazioni verificate su 4 fonti ufficiali. Fonti dettagliate su richiesta.

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