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Marché de Noël de Soissons, chalets illuminés en soirée Immagine illustrativa
Date da confermare

Mercatino di Natale di Soissons

Ai piedi della cattedrale, i mercatini di Natale di Soissons riuniscono casette, pista di pattinaggio e luminarie nell’antica capitale dei re franchi, in riva all’Aisne.

Appuntamento locale Autentico Per famiglie Medio (da 30 a 100 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Soissons

I punti forti del Mercatino di Natale di Soissons

  • Pista di pattinaggio nel cuore del villaggio di Natale, aperta per tutta la durata delle feste
  • Facciata a due guglie dell’abbazia di Saint-Jean-des-Vignes, vertice del gotico fiammeggiante, a cinque minuti a piedi
  • Specialità dell’Aisne: fagiolo di Soissons IGP, torta al maroilles, flamiche ai porri
  • Carrozze, Casa di Babbo Natale e concerti, tra cui un gospel
  • Città di storia merovingia, capitale franca e leggenda del vaso di Soissons

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

  • Fagiolo di Soissons IGP Fagiolo di Soissons
  • torta al maroilles flamiche ai porri Flamiche
  • Vin brulé
  • champagne del sud dell’Aisne Champagne

Alle spalle della cattedrale di Saint-Gervais-Saint-Protais, sulla place Fernand Marquigny, i mercatini di Natale di Soissons trasformano il cuore di questa antica capitale dei re franchi in un villaggio di festa. Casette di legno, pista di pattinaggio ghiacciata e luminarie disegnano una parentesi calorosa in una città in cui l’Aisne scorre tra le vestigia gotiche. Ci si viene tanto per i profumi di vin brulé quanto per lo scenario: una città dell’Aisne carica di quindici secoli di storia, dove Clodoveo si installò dopo Tournai.

I mercatini di Natale di Soissons, ai piedi della cattedrale

La place Fernand Marquigny occupa il centro storico, addossata alla cattedrale del XII secolo che custodisce un quadro di Rubens, l’Adorazione dei pastori. Le casette si organizzano intorno alla pista di pattinaggio, installata per tutta la durata dei festeggiamenti. Il ghiaccio ha un posto particolare nel programma di Soissons: serate con DJ sulla pista, sessioni aperte alle famiglie e l’aria di un villaggio in cui si gira tra un vin brulé e l’altro. La pista di pattinaggio resta montata per più di un mese, il che lascia il tempo di tornare una sera in settimana, quando la pista si libera e le luminarie guadagnano in intensità.

La città veste tutto il quartiere con la sua operazione «Soissons en lumières» versione Natale, che prolunga la passeggiata ben oltre le casette. Carrozze trainate da cavalli, Casa di Babbo Natale, parco giochi, merende di Natale e concerti, tra cui un gospel: il programma mescola animazioni gratuite e appuntamenti occasionali. L’edizione 2025 aveva aperto i festeggiamenti il 28 novembre alle 19 con l’accensione delle decorazioni e l’inaugurazione della pista di pattinaggio, in musica. Il formato resta raccolto, il che si addice bene alle famiglie: si fa il giro senza fretta, i bambini tengono d’occhio la Casa di Babbo Natale mentre i genitori passano da una casetta gastronomica all’altra.

Cosa mangi e bevi sul posto

Le casette gastronomiche attingono al territorio dell’Aisne e degli Hauts-de-France. La torta al maroilles, a base di questo formaggio potente del Nord, affianca la flamiche, torta di porri generosa e confortante. Aggiungi una gaufre calda e un cartoccio di caldarroste, e hai la merenda tipo di un pomeriggio di dicembre sulla piazza.

Soissons ha soprattutto il suo emblema dell’orto: il fagiolo di Soissons, grosso fagiolo bianco piatto che fa la reputazione gastronomica locale. Della specie Phaseolus coccineus, arrivato dall’America centrale e acclimatato nella valle dell’Aisne nel XVIII secolo sotto Luigi XV, si è imposto fino sulle tavole parigine. Dal 2023 porta un’Indicazione geografica protetta che delimita la sua zona di coltivazione a una sessantina di comuni intorno alla città. Tutta la coltivazione si fa a mano, dai tutori alla raccolta dei baccelli secchi, il che spiega la sua reputazione e il suo prezzo. D’inverno lo ritrovi stufato in cassoulet o sciolto in una zuppa generosa, a volte ravvivato da un filo d’olio di noci. Un produttore o una confraternita locale tiene regolarmente una casetta al mercatino, l’occasione per ripartire con un sacchetto di fagioli secchi da cucinare al ritorno. E poiché il sud del dipartimento tocca la Champagne, qualche produttore di champagne dell’Aisne completa spesso l’offerta delle casette. Per il vin brulé, la ricetta classica resta la certezza delle serate fredde: prima di riprodurla a casa, dai un’occhiata al nostro articolo sul vin brulé e le sue varianti.

  • Fagiolo di Soissons IGP: il grosso fagiolo bianco emblematico, coltivato a mano, in piatto stufato o in zuppa generosa.
  • Torta al maroilles e flamiche ai porri, due classici salati degli Hauts-de-France.
  • Vin brulé e birra artigianale dell’Aisne per riscaldarsi tra un giro di pattinaggio e l’altro.
  • Qualche champagne del sud del dipartimento, dato che la Champagne sconfina nell’Aisne.

Soissons, capitale dimenticata dei re franchi

Impossibile attraversare Soissons senza incrociare il suo passato. Nel 486 Clodoveo vi sconfigge Siagrio, ultimo rappresentante del potere romano in Gallia, e fa della città la sua capitale. Sotto Clotario I, Soissons diventerà persino la sede della Neustria, uno dei regni nati dalla divisione franca. È da questo radicamento che nasce la leggenda del vaso di Soissons: un guerriero spezza l’oggetto liturgico che il vescovo reclamava, prima che il re regoli i conti l’anno seguente. Un aneddoto da libro di scuola, radicato qui nella pietra. Il nome della città ha del resto designato a lungo un intero territorio: nel corso delle divisioni franche, diversi re si sono richiamati a un «regno di Soissons», ben prima che Parigi si imponesse come centro del potere. Questa profondità storica dà al mercatino la sua cornice singolare, tra pietre antiche e luci di dicembre.

La città conserva due monumenti maggiori per questo weekend di dicembre. La cattedrale di Saint-Gervais-Saint-Protais, gotico di pianura, veglia sulla piazza del mercatino con il braccio sud del transetto, tra le parti più antiche dell’edificio. All’altro capo del centro, l’abbazia di Saint-Jean-des-Vignes riserva il vero colpo d’occhio. Tra le due, l’Aisne traccia la sua linea d’acqua, con rive piacevoli da costeggiare quando la luce cala.

L’abbazia di Saint-Jean-des-Vignes, una facciata che gioca a fare la cattedrale

Fondata nel 1076 da Hugues le Blanc, l’abbazia di Saint-Jean-des-Vignes fu tra le più ricche del Medioevo. Ricostruita in stile gotico nel XIII secolo, ricevette nel XV e XVI secolo le sue due torri di facciata, alte 75 e 80 metri, sormontate da guglie traforate tipiche del gotico fiammeggiante. Tre portali, un grande rosone e queste guglie slanciate danno alla facciata un’aria da cattedrale, che sorprende ancora i visitatori.

La chiesa abbaziale è stata però smontata sotto il Primo Impero, la sua distruzione confermata da Napoleone nel 1805, con le pietre usate per riparare altri monumenti della città. Oggi resta solo questa facciata intatta, eretta sopra i tetti, con il refettorio dei monaci, il chiostro e gli edifici annessi che ospitano oggi sale espositive e l’ufficio turistico. La decorazione scolpita, un tripudio vegetale e animale che corre sui portali, merita di essere osservata da vicino. Illuminata al calar della notte, la facciata prende una dimensione teatrale: è la deviazione da non perdere dopo un giro di pattinaggio, a cinque minuti a piedi dalla piazza. A dicembre, il contrasto tra la pietra bionda illuminata e il cielo nero riassume abbastanza bene ciò che rende Soissons così cara a chi la visita.

Soissons non si confonde con le sue vicine dell’Aisne. Laon, con la sua città alta arroccata e la cattedrale a cinque torri, suona un altro spartito; Château-Thierry coltiva il ricordo di La Fontaine. Soissons, invece, punta sul suo radicamento merovingio e su questo duo cattedrale più abbazia, in riva al fiume.

Informazioni pratiche e come arrivare

Il mercatino si tiene in place Fernand Marquigny, in pieno centro, a pochi minuti a piedi dalla stazione. Soissons è collegata a Parigi (gare du Nord) e a Laon in treno, senza cambi dalla capitale francese. In auto, la città si raggiunge con la N2 da Parigi o da Reims con la RN31. Il parcheggio in centro resta accettabile in settimana, più difficile nei weekend di dicembre: punta ai parcheggi periferici e finisci a piedi se vieni un sabato pomeriggio.

L’ingresso al mercatino è gratuito; la pista di pattinaggio e alcune animazioni possono essere a pagamento. Il sito è piano e centrale, quindi l’accesso resta facile per le persone a mobilità ridotta. Calcola una o due ore per fare il giro delle casette, di più se aggiungi una sessione di pattinaggio e una deviazione all’abbazia di Saint-Jean-des-Vignes. Un budget da 10 a 25 euro a persona copre comodamente una gaufre, un vin brulé e un giro sul ghiaccio.

Per le date 2026 nulla è confermato ufficialmente al momento: l’edizione precedente andava dal 28 novembre al 1° gennaio, un calendario lungo che ha buone probabilità di essere riproposto, ma da verificare presso il Comune prima di fissare il tuo weekend.

Da abbinare nei dintorni

Soissons si presta bene a un giro nell’Aisne e nella vicina Marna. I mercatini di Natale di Laon ti portano nella città medievale arroccata, a meno di mezz’ora di strada. Verso ovest, i mercatini di Natale di Compiègne aggiungono lo scenario imperiale del palazzo e della foresta. E per un grande appuntamento della Champagne, i mercatini di Natale di Reims dispiegano le loro centinaia di casette ai piedi della cattedrale delle incoronazioni, a un’oretta da Soissons.

Il nostro consiglio

Tieni un’ora per la pista di pattinaggio, poi sali a vedere la facciata a due guglie dell’abbazia di Saint-Jean-des-Vignes, magnifica una volta illuminata.

Riletto e approvato dalla redazione

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