Dove si trova il Mercatino di Natale di Nevers
I punti forti del Mercatino di Natale di Nevers
- Casette nei viali alberati del parco Roger-Salengro, sette ettari in pieno centro
- Maiolica di Nevers e blu di Nevers dipinti a mano da artigiani locali
- Dolciumi emblematici: négus e nougatine di Nevers
- Babbo Natale, personaggi in costume e inaugurazione intorno a una cioccolata calda
- Città vecchia, palazzo ducale e cattedrale di Saint-Cyr a pochi minuti
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I sapori che rendono unico questo mercatino
Maiolica e blu di Nevers
négus
nougatine di Nevers
manzo charolais
lumache di Borgogna
vini della valle della Loira
Pouilly-fumé, sancerre) e vin brulé speziato
Sulle rive della Loira, nei viali alberati del parco Roger-Salengro, i Mercatini di Natale di Nevers riuniscono più di sessanta espositori venuti dalle botteghe della Nièvre. Ci si imbatte in maiolicari che perpetuano il famoso blu di Nevers, confettieri che vendono il négus e la nougatine, artigiani del legno e associazioni della città. Il parco, sette ettari piantati in pieno centro, lascia abbastanza spazio per circolare da una casetta all’altra senza pestarsi i piedi, con le torrette del palazzo ducale e i due campanili della cattedrale di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte sullo sfondo. È un appuntamento di tre giorni, caloroso e radicato nel territorio, che apre il periodo di «Nevers en fête».
I Mercatini di Natale di Nevers, al parco Roger-Salengro
Il cuore dell’appuntamento batte al parco Roger-Salengro, avenue du Général de Gaulle, a pochi minuti dalla città vecchia. La cornice cambia rispetto ai mercatini stretti su una piazza acciottolata: qui le casette si distribuiscono sotto gli alberi, lungo viali decorati, e passi dai creatori ai banchi gastronomici passeggiando. L’edizione 2025 riuniva sessantatré espositori (artigiani, commercianti, associazioni e delegazioni delle città gemellate), con Babbo Natale presente per i bambini e personaggi in costume che animavano i viali. L’inaugurazione si accompagna a un momento conviviale intorno a una cioccolata calda e a una brioche, offerte con la confraternita degli amanti del cioccolato della Nièvre.
Nevers non si accontenta di questo solo mercatino. Durante le feste, un mercatino di Natale dei commercianti trova posto in place Saint-Sébastien, con abeti, ostriche e bevande calde, e l’esplanade Walter-Benjamin ospita animazioni in più giornate di dicembre. L’insieme si inserisce in «Nevers en fête», il programma che allunga il periodo festivo da inizio dicembre fino ai primissimi giorni di gennaio, tra luminarie, spettacoli e appuntamenti golosi. Questo formato sparso ti lascia la scelta: una visita breve al parco, o una giornata intera risalendo verso il centro tra un mercatino e l’altro.
Risalendo appunto verso il centro storico, ti imbatti presto nel palazzo ducale, spesso presentato come il primo dei castelli della Loira per l’ampia facciata rinascimentale, le torrette poligonali e il grande scalone traforato. La cattedrale di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte, accanto, conserva una singolarità rara per un edificio di questo tipo: due absidi opposte, una romanica e l’altra gotica, frutto di diversi secoli di cantiere interrotto e ripreso. Intorno, le viuzze medievali conservano le loro case a graticcio del XV e XVI secolo, tra cui la lunga maison Bussière, e il tracciato del centro antico si lascia percorrere senza fatica a piedi.
Maiolica, négus e nougatine: le specialità da portare a casa
Nevers ha due emblemi che ritrovi sui banchi: la maiolica e i dolciumi. Il blu di Nevers, quel blu profondo ottenuto da uno smalto saturo di cobalto, si lavora in città da più di quattro secoli, da quando i duchi Gonzaga fecero venire dei maiolicari italiani nel XVI secolo. I pezzi dipinti a mano, dal piccolo stivaletto portafortuna ai piatti decorativi, sono bei regali da infilare nel sacco. Sul fronte dolce, il négus è un caramello morbido ricoperto di cioccolato, creato a Nevers all’inizio del XX secolo e battezzato in omaggio al sovrano d’Etiopia. La nougatine di Nevers, inventata più di un secolo fa, deve parte della sua fama all’imperatrice Eugenia, conquistata durante una visita ufficiale con Napoleone III.
Una parola sulla maiolica, dato che è il saper fare che ha fatto la reputazione della città. Il blu viene da uno smalto saturo di cobalto: immerso nel bagno, il pezzo esce leggermente violaceo, poi vira a quel blu notte molto profondo dopo la cottura. Lo stivaletto, quel piccolo zoccolo di maiolica diventato portafortuna locale, si infila facilmente in una calza di Natale. Alcune botteghe propongono anche scene dipinte a mano, motivi floreali o personaggi, nella scia dei maiolicari italiani insediati dai Gonzaga. Sui banchi chiacchieri volentieri con i creatori delle loro tecniche, il che è ben diverso dal regalo comprato di corsa.
La tavola del Nivernese completa il quadro. Il manzo charolais regna nel dipartimento, le lumache di Borgogna si gustano con prezzemolo e aglio, e i vigneti vicini della valle della Loira (pouilly-fumé, sancerre) accompagnano i pasti delle feste. Anche il formaggio di capra del Nivernese e i mieli della campagna circostante trovano posto sui banchi del territorio. Per la passeggiata al parco, il vin brulé alle spezie resta l’alleato delle sere di dicembre. Se vuoi prolungare l’atmosfera a casa, una buona ricetta di vin brulé alla cannella e all’arancia fa già buona parte del lavoro.
- La maiolica di Nevers dipinta a mano: il piccolo stivaletto portafortuna, i piatti e gli oggetti decorativi dal blu profondo.
- Il négus, caramello morbido ricoperto di cioccolato, un dolciume nato a Nevers.
- La nougatine di Nevers, mandorle caramellate, la dolcezza che ha sedotto l’imperatrice Eugenia.
- Il manzo charolais e le lumache di Borgogna, per la tavola delle feste.
- I vini vicini della valle della Loira, pouilly-fumé e sancerre, da portare a casa in bottiglia.
Orari, accesso e informazioni pratiche
L’ingresso al mercatino resta gratuito, paghi solo ciò che assaggi o porti a casa. L’edizione 2025 si è tenuta su tre giorni a inizio dicembre, dal venerdì pomeriggio alla domenica sera, con un’inaugurazione il venerdì verso le 17.30. Per l’inverno 2026 le date esatte restano da confermare da parte del Comune e dell’ufficio turistico, che pubblicano il programma di «Nevers en fête» in autunno. Calcola un’ora abbondante per percorrere i viali, un po’ di più se prosegui con le altre animazioni del centro.
In treno, la stazione di Nevers è ai margini del centro, sulla linea Intercités Parigi-Nevers-Clermont, e il parco Roger-Salengro si raggiunge a piedi in una decina di minuti. Il collegamento da Paris-Bercy richiede circa due ore, il che rende fattibile l’andata e ritorno in giornata per chi parte dalla regione parigina. In auto, l’A77 (da Parigi via Montargis) e la N7 servono l’agglomerato, e parcheggi cingono il centro, ma i posti scarseggiano nei weekend di dicembre: arrivare a inizio giornata evita i giri dell’isolato. Il parco è pianeggiante e i viali larghi, il che lo rende accessibile con un passeggino o in sedia a rotelle, un vero comfort rispetto ai mercatini arroccati in viuzze in pendenza.
Per l’organizzazione, tieni a mente che il mercatino principale dura tre giorni, spesso un weekend di inizio mese: meglio puntare a questa finestra precisa piuttosto che contarci per tutto dicembre. Il sabato pomeriggio concentra l’affluenza e l’atmosfera, quando i viali si animano e Babbo Natale circola; la domenica mattina resta più tranquilla se preferisci prenderti il tuo tempo con gli artigiani. In caso di dubbio, la pagina «Nevers en fête» del Comune e l’ufficio turistico danno il calendario definitivo dell’anno, pubblicato in autunno.
Cosa vedere intorno ai Mercatini di Natale di Nevers
Nevers si presta bene a un weekend che mescola mercatino e patrimonio. Il palazzo ducale apre le sue sale e lo scalone rinascimentale, la cattedrale di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte si visita al caldo tra un giro e l’altro alle casette, e le viuzze della città vecchia conservano case a graticcio. Due monumenti meritano uno sguardo lungo il percorso: la porte du Croux, torre con ponte levatoio e caditoie del XIV secolo che ospita il museo archeologico del Nivernese, e il campanile civico, l’antica torre dell’orologio che simboleggiava il potere municipale nella città bassa. Una passeggiata sulle mura collega la porte du Croux alla tour Goguin, affacciata sulla Loira, piacevole per una pausa tra due visite al caldo.
L’espace Bernadette, sulle alture, custodisce il corpo conservato di Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes che visse e morì nel convento di Saint-Gildard; è un luogo di pellegrinaggio che attira visitatori tutto l’anno. Le rive della Loira, più in basso, offrono una passeggiata tranquilla con vista sul pont de Loire illuminato, quando il fiume riflette le luminarie.
Gli appassionati di motori riconosceranno un nome vicino: il circuito di Nevers Magny-Cours, che ha ospitato a lungo il Gran Premio di Francia di Formula 1, si trova a una ventina di chilometri a sud. Per spingersi più lontano durante le feste, i mercatini di Natale di Bourges si raggiungono in meno di un’ora verso ovest, mentre i mercatini di Natale di Auxerre e i mercatini di Natale di Beaune prolungano la scoperta della Borgogna, tra vigne e pietre antiche.
Il nostro consiglio
Abbina il mercatino al palazzo ducale e alla cattedrale a due absidi, poi scendi verso le rive della Loira per vedere il ponte illuminato.
Riletto e approvato dalla redazione
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