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Marché de Noël de Auxerre Immagine illustrativa
Date da confermare

Mercatino di Natale di Auxerre

I mercatini di Natale di Auxerre vengono allestiti in place Charles Surugue e nel centro storico, ai piedi della cattedrale di Saint-Étienne, con artigianato, Chablis e golosità borgognone.

Appuntamento locale Autentico Per famiglie Goloso Medio (da 30 a 100 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Auxerre

I punti forti del Mercatino di Natale di Auxerre

  • Scenario di città d’arte e di storia, casette ai piedi della cattedrale di Saint-Étienne
  • Chablis, gougères e specialità borgognone sui banchi
  • Pista di pattinaggio all’aperto in place des Cordeliers durante le feste
  • Artigiani d’arte e creatori indipendenti per regali fatti a mano
  • Mercatino gratuito a meno di due ore da Parigi

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

Chablis al bicchiere

gougères al comté

pain d’épices al miele dell’Yonne

formaggi stagionati

vin brulé e caldarroste

Adagiata sulle rive dell’Yonne, sotto le torri della cattedrale di Saint-Étienne, Auxerre conserva a dicembre la sua aria di vecchia città borgognona. I mercatini di Natale di Auxerre si estendono nel centro storico, intorno a place Charles Surugue, quando le viuzze acciottolate passano sotto le luminarie e il profumo del vin brulé sale dalle casette. Città d’arte e di storia, capitale del vigneto di Chablis che comincia a pochi chilometri, Auxerre offre uno scenario in cui l’artigianato e la golosità regionale hanno tanto spazio quanto le case a graticcio del quartiere della Marine.

Un mercatino nel centro storico di Auxerre

Il cuore dei mercatini di Natale di Auxerre batte in place Charles Surugue, a due passi dalla tour de l’Horloge e dalle sue lancette dorate. Le casette di legno si allineano nelle vie pedonali del settore tutelato, tra botteghe antiche e facciate a graticcio. La passeggiata si fa a piedi, salendo verso la cattedrale gotica o ridiscendendo verso i lungofiume dell’Yonne, dove la città appende le sue luminarie lungo l’acqua. Auxerre ha conservato un centro medievale compatto, senza grandi viali da attraversare: da una casetta all’altra passi davanti a una casa a graticcio, a un portale del XV secolo, a una bottega che esisteva già quando la città viveva del commercio fluviale.

L’atmosfera resta quella di una città media dove ci si prende il tempo di chiacchierare con il creatore dietro il suo banco. Incroci artigiani d’arte, produttori dell’Auxerrois, associazioni locali per una parte solidale i cui ricavi vanno a cause della città. Il mapping proiettato certe sere sulla facciata di Saint-Étienne trasforma la piazza del sagrato in uno spettacolo di luce, e la parata degli elfi attraversa le vie medievali al calar del giorno. A dicembre la luce cala presto, il che gioca a favore del mercatino: da metà pomeriggio le luminarie danno il cambio e la città vecchia si copre di una tinta ramata che sta bene alle sue pietre.

Il quartiere della Marine, più in basso verso l’Yonne, merita una deviazione una volta calata la notte. Le sue case di barcaioli, restaurate e illuminate, ricordano che Auxerre fu a lungo un porto fluviale. I riflessi delle luminarie sul filo dell’acqua danno respiro al percorso, tra due passaggi più animati nelle vie commerciali.

Specialità borgognone e golosità dei mercatini di Natale di Auxerre

La Borgogna si gusta tanto quanto si guarda. Sui banchi i produttori tirano fuori i loro pezzi migliori: formaggi stagionati, salumi di fattoria, pain d’épices e gougères appena sfornate. Il vin brulé circola nei bicchieri, ma la vera firma locale resta il calice di Chablis, quel bianco minerale nato sui pendii che costeggiano la città. Le caldarroste e le crêpe scaldano le mani tra una casetta e l’altra.

Lo Chablis merita una sosta. Questo vino bianco secco, da uve chardonnay su suoli calcarei segnati da antichi fossili marini, si riconosce dalla tensione e dalla freschezza. Servito fresco anche d’inverno, accompagna a meraviglia le gougères e le ostriche che alcuni produttori propongono a fine giornata. I vignaioli dell’Auxerrois, un po’ meno noti dei vicini della Côte de Nuits, tengono anche irancy rossi e saint-bris, una denominazione borgognona a base di sauvignon anziché di chardonnay. Il mercatino è una buona occasione per assaggiare prima di comprare, con il vignaiolo che ti spiega la sua annata tra un sorso e l’altro.

  • Lo Chablis, bianco secco e vivace del vigneto vicino, servito al bicchiere per accompagnare gli acquisti.
  • Le gougères, piccoli bignè al comté e alla noce moscata, una tradizione borgognona servita tiepida.
  • Il pain d’épices al miele dell’Yonne, morbido e profumato, da portare via per le feste.
  • I formaggi stagionati e i salumi dei produttori dell’Auxerrois, sui tavoli di degustazione.
  • Il vin brulé alle spezie, caldarroste e crêpe calde per i golosi a passeggio.

Artigianato, creatori e regali

Sul fronte dei regali, le casette riuniscono mestieri d’arte e creatori indipendenti. Ci trovi vetro soffiato, ceramiche smaltate, oggetti in legno tornito, gioielli fatti a mano, candele e saponi artigianali. Illustratori e fabbricanti di giocattoli in legno completano una scelta di pezzi fatti a mano, spesso realizzati a poche vie di distanza. È il genere di posto da cui ripartire con una decorazione per l’albero mai vista altrove.

Ciò che dà valore a questi banchi è lo scambio con la persona che ha plasmato l’oggetto. Il ceramista spiega la cottura, la creatrice di gioielli mostra il suo laboratorio in foto, lo scultore del legno racconta l’essenza che ha scelto. Per i regali dei bambini, i giocattoli in legno e i peluche cuciti a mano arrivano con una storia da raccontare al momento di donarli. I prezzi restano ragionevoli per prodotti artigianali: calcola qualche euro per una decorazione, una quindicina per un oggetto più lavorato.

Animazioni, orari e accesso

Il programma di dicembre va oltre il mercatino in sé. Una pista di pattinaggio all’aperto viene allestita in place des Cordeliers, con fasce orarie aperte alle famiglie, pattinata per principianti compresa. Si aggiungono i concerti di cori, un gospel eseguito sotto le volte dell’abbazia di Saint-Germain, un villaggio di Babbo Natale con i suoi laboratori e la sfilata illuminata che anima il centro. Le luminarie generali della città si accendono a fine novembre, il che apre ufficialmente la stagione ben prima dell’apertura delle casette.

Per le famiglie la giornata si organizza in fretta: un giro tra le casette, un giro di pattini, una cioccolata calda, un laboratorio al villaggio di Babbo Natale. I bambini trovano qualcosa da fare senza che la visita diventi un percorso forzato. Le sere di mapping, l’appuntamento davanti alla cattedrale vale la pena di fissarlo in anticipo, con la facciata che fa da schermo a una proiezione che cambia ogni anno.

Il mercatino è gratuito. Per l’edizione di dicembre 2026, date precise e orari sono da confermare presso il Comune di Auxerre e l’ufficio turistico dell’Auxerrois: negli anni passati l’apertura era in orario continuato fino a inizio serata. In treno, Auxerre-Saint-Gervais si raggiunge da Paris-Bercy (circa due ore), e la stazione si trova a quindici minuti a piedi dal centro. In auto, la città è a meno di due ore da Parigi con l’A6; diversi parcheggi circondano il settore pedonale, compresi quelli dei lungofiume.

Patrimonio e passeggiata ad Auxerre

Auxerre si presta a un’intera giornata, mercatino compreso. La cattedrale di Saint-Étienne domina la città con le sue vetrate del XIII secolo e la cripta romanica, dove sopravvive un affresco del Cristo a cavallo, raro in Occidente. A pochi passi, l’abbazia di Saint-Germain custodisce nella cripta affreschi carolingi annoverati tra i più antichi di Francia, un luogo dove il gospel di dicembre prende una risonanza particolare sotto le volte basse. La tour de l’Horloge, con il suo quadrante astronomico, segna l’ingresso del settore commerciale dove si installano le casette.

Il resto del centro si percorre senza un piano preciso. Le vie du Pont, de l’Yonne e Fécauderie infilano case a graticcio, insegne antiche e cortili nascosti. Il museo-abbazia e la casa natale di Marie Noël, la poetessa di Auxerre, completano la visita per chi vuole scavare nella storia della città. Una pausa in un caffè del centro, tra due giri di mercatino, permette di riprendere le forze senza lasciare l’atmosfera delle feste.

Il vigneto di Chablis è a una ventina di minuti in auto, con le sue tenute aperte alla degustazione e i villaggi di pietra bionda, quanto basta per prolungare il weekend. La strada dei vini dell’Auxerrois passa anche per Irancy e Saint-Bris, due tappe golose fuori stagione turistica. Per restare in Borgogna, i mercatini di Natale di Digione e quelli di Beaune si visitano nello stesso spirito, mentre i mercatini di Natale di Troyes, vicinissimi sul versante della Champagne, aggiungono un colore medievale all’itinerario. Un circuito di due o tre giorni prende forma senza fatica, tra vigne, città antiche e casette illuminate.

Il nostro consiglio

Approfitta della giornata per visitare l’abbazia di Saint-Germain e i suoi affreschi carolingi, poi fila a Chablis, a venti minuti, per una degustazione.

Riletto e approvato dalla redazione

Verificato il su 2 fonti ufficiali. Fonti dettagliate su richiesta.

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