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Marché de Noël de Alès, chalets illuminés en soirée Immagine illustrativa
Apre tra 54 giorni

Mercatino di Natale di Alès

I mercatini di Natale di Alès riuniscono sedici casette in place de l’Hôtel de Ville dal 2 al 24 dicembre 2026, con le specialità cevenole e, nel 2025, pista di pattinaggio al Cratère, trenino e fuochi d’artificio all’Ermitage.

Appuntamento locale Autentico Per famiglie Goloso Piccolo (meno di 30 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Alès

I punti forti del Mercatino di Natale di Alès

  • Sedici casette di artigiani e produttori in place de l’Hôtel de Ville
  • Pista di pattinaggio in ghiaccio sintetico sul sagrato del Cratère, pattini forniti (edizione 2025)
  • Trenino di Natale e luna park nell’ipercentro illuminato (edizione 2025)
  • Specialità cevenole: castagna AOP, pélardon, cipolla dolce, miele, reinette del Vigan
  • Fuochi d’artificio sparati dalla collina dell’Ermitage un sabato di dicembre (edizione 2025)

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

Castagna delle Cevenne AOP

Caldarroste, crema, farina

pélardon

cipolla dolce delle Cevenne AOP

miele di castagneto

reinette del Vigan e vini delle Cevenne

con il vin brulé speziato

Alle porte delle Cevenne, Alès fa le cose in grande a dicembre. In place de l’Hôtel de Ville, sedici casette di tronchi riuniscono artigiani e produttori dal 2 al 24 dicembre 2026; nel 2025 una pista di pattinaggio si allargava sul sagrato del Cratère e un trenino sfilava tra le luminarie dell’ipercentro. I mercatini di Natale di Alès mescolano l’artigianato cevenolo, le golosità del paese della castagna e una sfilza di animazioni per le famiglie, in una città che ha scambiato il suo passato di carbone e seta con l’effervescenza delle feste. Nel 2025, sulla collina dell’Ermitage, uno spettacolo pirotecnico ha coronato il sabato sera più atteso del mese.

Le casette in place de l’Hôtel de Ville

Il grande mercatino si tiene in centro, in place de l’Hôtel de Ville, dove batte la vita di Alès tutto l’anno. Nell’edizione 2025, una ventina di casette di tronchi hanno ospitato creatori, artigiani e piccoli produttori venuti a proporre idee regalo, dai gioielli agli oggetti torniti a mano. Le dimensioni restano contenute, il che rende la passeggiata piacevole: passi da un banco all’altro senza farti largo a gomitate, e hai il tempo di chiacchierare con gli espositori su quello che fabbricano. I mercoledì e i weekend portano la loro dose di animazioni, con Babbo Natale presente ogni giorno dalle 11 alle 18 per ascoltare i desideri dei bambini e posare per la foto.

Intorno alla piazza, l’ipercentro fa da scenografia. In place Henri Barbusse, un grande abete di dodici metri composto da centotrentatré piccoli abeti si accende al calar della sera e serve da punto di riferimento luminoso. Nel 2025 le parate musicali, con carri e mascotte in testa, risalivano le vie pedonali verso l’Hôtel de Ville diversi sabati di dicembre. Questa atmosfera di festa deve molto alla storia di Alès, capitale delle Cevenne plasmata dalla miniera e dalla seta. La Mine Témoin, scavata sul fianco della collina, custodisce la memoria dei minatori e del carbone che fecero la fortuna della città; le magnanerie e i gelsi ricordano l’epoca in cui l’allevamento del baco da seta nutriva tutta la regione. Il chimico Jean-Baptiste Dumas, figlio di questa terra, fece venire Pasteur ad Alès nel 1865 per studiare la malattia del baco da seta.

Lungo le vie si incrociano ancora le tracce di queste due vite successive: antiche halles riconvertite, facciate signorili costruite nell’età d’oro della seta, un forte Vauban che ricorda che la città fu piazzaforte. È questo miscuglio di vecchie pietre e memoria operaia a dare al mercatino il suo carattere, lontano da uno scenario da cartolina piazzato lì per l’occasione. I commercianti dell’ipercentro stanno al gioco, con vetrine addobbate e animazioni condivise con il Comune, tanto che la festa deborda presto dalla sola place de l’Hôtel de Ville per conquistare le vie pedonali circostanti.

Le golosità dei mercatini di Natale di Alès

La tavola cevenola occupa un buon posto sui banchi, ed è proprio questo il bello di venire ad assaggiare i prodotti locali sul posto. La castagna delle Cevenne regna sovrana: caldarroste all’angolo di una casetta, crema di marroni, farina e dolciumi ricavati da questo frutto che a lungo ha fatto da albero del pane ai montanari. Il pélardon, piccolo formaggio di capra AOP dalla pasta fondente, si gusta su un pezzo di pane con un bicchiere di vino delle Cevenne. La cipolla dolce delle Cevenne, l’altro orgoglio AOP della zona, si ritrova confit o come condimento, accanto ai vasetti di miele di garriga e di castagneto. I frutteti del Vigan, vicinissimi, forniscono la reinette, quella mela dalla buccia ruvida e dal gusto di nocciola che si conserva tutto l’inverno. E quando il freddo morde, un vin brulé alle spezie passa di mano in mano; se vuoi rifarlo a casa, una buona ricetta di vin brulé alla cannella e all’arancia basta a ritrovare l’atmosfera.

Questi prodotti non sono semplici curiosità da banco: raccontano un paese di media montagna dove la castagna ha nutrito le famiglie per secoli, dove le capre pascolano la garriga e dove i frutteti si arrampicano fino al Vigan. Prendersi il tempo di assaggiare un pélardon stagionato o di ripartire con un vasetto di crema di marroni significa portare un pezzo di Cevenne nel sacco dei regali. Gli artigiani del gusto presenti sul mercatino lavorano spesso con fattorie delle valli vicine, e ti spiegano volentieri da dove viene quello che compri, una stagionatura, una varietà di mela dimenticata, un raccolto di miele di erica.

  • La castagna delle Cevenne AOP: caldarroste, crema, farina e dolciumi, l’albero del pane dei montanari in tutte le salse.
  • Il pélardon AOP, formaggio di capra fondente da mangiare su un pezzo di pane, con un bicchiere di vino locale.
  • La cipolla dolce delle Cevenne AOP, confit o come condimento, e il miele di castagneto per il sacco dei regali.
  • La reinette del Vigan, mela invernale dal profumo di nocciola, coltivata nei frutteti vicini.
  • Il vin brulé speziato, servito bello fumante per scaldare le serate passate tra le casette.

Pista di pattinaggio, trenino e fuochi d’artificio

I mercatini di Alès non si limitano alle casette, ed è ciò che ne fa un’uscita di una giornata intera con i bambini. Nel 2025, sul sagrato del Cratère, in pieno centro, una pista di pattinaggio in ghiaccio sintetico ha tenuto banco tutto il mese: pattini forniti, prezzo modico, quanto basta per occupare i più piccoli dopo il giro dei banchi. Un trenino di Natale circolava nell’ipercentro e proponeva un anello tra le vie illuminate, comodo per riposare le gambe ammirando le decorazioni. Un luna park completava il quadro sul champ de Foire per chi cerca le giostre. Il grande appuntamento restava lo spettacolo pirotecnico sparato dalla collina dell’Ermitage, un sabato sera di metà dicembre, che riuniva gli abitanti intorno alla città illuminata.

Il mercatino è gratuito, paghi solo quello che mangi o porti a casa. Nel 2026 apre dal 2 al 24 dicembre in place de l’Hôtel de Ville; nell’edizione 2025 andava dal 3 al 24 dicembre, con pista di pattinaggio e luna park prolungati fino a inizio gennaio. Orari e programma 2026 (pista di pattinaggio, trenino, fuochi d’artificio, luna park) sono ancora da pubblicare. In treno, la stazione di Alès è sulla linea per Nîmes, a una quarantina di minuti, e ti lascia a breve distanza dal centro, il che rende fattibile la giornata senza auto. In auto, diversi parcheggi circondano il cuore della città, ma i posti scarseggiano nei weekend di dicembre: arrivare presto o puntare al tardo pomeriggio, quando le luminarie prendono il sopravvento, resta l’opzione migliore. Calcola una o due ore per il giro delle casette, di più se prosegui con pattinaggio e merenda.

Con il centro in buona parte pedonale, la passeggiata si fa senza stress con i bambini, passeggino compreso, anche se bisogna fare i conti con la folla dei sabati di dicembre. Nel 2025 la pista di pattinaggio del Cratère aveva un prezzo unico di due euro con pattini forniti, quanto basta per tentare l’esperienza senza svenarsi. Per un soggiorno, Alès dispone di hotel in centro e di camere nei mas dei dintorni, comodi se vuoi proseguire con una passeggiata nelle Cevenne il giorno dopo. Negozi e ristoranti del centro restano aperti durante i festeggiamenti, il che permette di spezzare la visita con un pasto al caldo prima di tornare ad affrontare le luminarie.

Cosa vedere intorno ad Alès

Alès merita che si prolunghi la visita oltre le casette. La Mine Témoin scende sottoterra per oltre un chilometro di gallerie e racconta la quotidianità dei minatori, un’uscita originale da fare al caldo tra un acquazzone e l’altro. Il museo del Colombier e la cattedrale di Saint-Jean-Baptiste, nella città vecchia, offrono un altro volto della città. A pochi chilometri, la Bambouseraie di Anduze dispiega la sua foresta esotica e il suo villaggio laotiano, insoliti in terra cevenola, mentre il Gardon serpeggia tra le colline verso le gole. Le valli cevenole, il monte Aigoual e il Parco nazionale delle Cevenne aprono a nord un terreno di escursioni e grandi paesaggi, una volta passate le feste.

La posizione di Alès ne fa anche una buona base per muoversi nel Gard e nell’Hérault. I mercatini di Natale di Nîmes, a tre quarti d’ora di strada, allestiscono le loro grandi luminarie intorno all’arena romana. I mercatini di Natale di Montpellier e il loro villaggio gigante meritano una giornata a parte, e i mercatini di Natale di Avignone, ai piedi del Palazzo dei Papi, completano un weekend di feste tra Provenza e Cevenne.

Il nostro consiglio

Abbina il mercatino alla Mine Témoin di Alès per capire il passato minerario della città, e spingiti fino alla Bambouseraie di Anduze se prolunghi la giornata.

Riletto e approvato dalla redazione

Verificato il su 3 fonti ufficiali. Fonti dettagliate su richiesta.

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