Dove si trova il Natale a Salerno: le Luci d’Artista
I punti forti del Natale a Salerno: le Luci d’Artista
- Opere luminose di artisti contemporanei dal 2006, sul modello di Torino
- Il Giardino Incantato della villa comunale, giardino pubblico del 1874 di fronte al mare
- I pianeti e le costellazioni di piazza Flavio Gioia e il grande albero di piazza Portanova
- Una stagione lunga, da metà novembre al 1° febbraio, a ingresso libero
- I mercatini di Natale MeraviglioSA di piazza Sant’Agostino, a dicembre, e Napoli a un treno regionale di distanza
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Artigianato e ceramica del mercatino MeraviglioSA in piazza Sant’Agostino a dicembre
dolciumi e giocattoli sulle stesse casette
struffoli al miele nelle pasticcerie del centro storico
roccocò alle mandorle come in tutta la Campania a dicembre
Salerno, a sud di Napoli, là dove finisce la Costiera Amalfitana e comincia il golfo, passa l’inverno nella luce. Dal 2006 la città riprende l’idea torinese delle Luci d’Artista: opere luminose firmate da artisti, tese sopra le vie del centro storico, posate nella villa comunale e lungo il lungomare, da metà novembre a inizio febbraio. I mercatini di Natale di Salerno, allestiti in piazza Sant’Agostino, sono solo un complemento; si viene per il giardino incantato, le costellazioni di piazza Flavio Gioia e il grande albero di piazza Portanova. La pagina del Comune, aggiornata a giugno 2026, indica la 21ª edizione dal 14 novembre 2026 al 1° febbraio 2027, a ingresso libero, cioè le stesse date dell’edizione precedente; a fine settembre 2026 i portali non ufficiali le consideravano ancora non confermate: un’occhiata al sito del Comune prima di prenotare è d’obbligo.
Le Luci d’Artista di Salerno, un’idea venuta da Torino
La storia comincia in Piemonte. Torino lancia le sue Luci d’Artista nel 1998, installazioni luminose affidate ad artisti contemporanei per l’inverno, e Salerno adotta la formula nel 2006, otto anni dopo, con un gemellaggio che lega da allora Torino, Salerno e Pescara intorno a scambi di opere da una città all’altra. La città del Sud ha fatto crescere la sua fino a farne, secondo le sue stesse parole, uno dei simboli del Natale nel Mezzogiorno, con centinaia di migliaia di visitatori ogni anno. Nel 2009 l’albero artificiale di 25 metri di piazza Portanova passava per il più alto d’Italia, e nel 2015 il film Babbo Natale non viene da Nord ha preso le luci di Salerno come scenografia.
Il cuore del percorso è la villa comunale, il giardino pubblico di via Roma disegnato nel 1870 e inaugurato nel 1874 di fronte al mare, vicino al teatro Verdi, con la sua fontana del Tullio offerta, si dice, a Gioacchino Murat. Ogni inverno diventa il Giardino Incantato: tunnel di luce, maghi, animali fantastici e personaggi delle fiabe tra le aiuole. Da lì le opere seguono le vie del centro storico fino a piazza Flavio Gioia, i cui pianeti e costellazioni sono diventati l’immagine più riprodotta dell’evento, poi il lungomare Trieste, la cattedrale di San Matteo, il Crescent e piazza della Libertà, il largo Campo, palazzo Genovese e le chiese del centro.
L’edizione 2025-2026: «Noi Siamo Natura», più di 40 installazioni
La 20ª edizione si è accesa venerdì 14 novembre 2025 alle 17.30, nella villa comunale, con il sindaco Vincenzo Napoli e il presidente della Regione Vincenzo De Luca, poi un corteo inaugurale fino a piazza Flavio Gioia e una seconda inaugurazione a Pastena, in piazza Caduti di Brescia, con i cori e gli ottoni del teatro Verdi. Il tema, «Noi Siamo Natura», affidato all’artista Luca Pannoli, riuniva più di 40 installazioni, alcune riprese dalle edizioni passate, altre nuove, firmate anche da Enrica Borghi, Enzo Caruso o Eduardo Giannattasio, intorno ai mondi naturali, alle favole, alle costellazioni e alle creature fantastiche. Le luci si accendevano ogni giorno verso le 17, e l’ultima sera è stata domenica 1° febbraio 2026; il grande albero, acceso il 6 dicembre, è rimasto illuminato fino al 14 gennaio.
I mercatini di Natale di Salerno, «MeraviglioSA», sono alla terza edizione: nel 2025 le casette di artigianato (ceramica, cucito artigianale, dolciumi, giocattoli) occupavano piazza Sant’Agostino, in pieno centro storico, dal 5 dicembre al 6 gennaio, organizzate dalla CNA con il Comune e la Camera di commercio; date 2026 da confermare. I dolci napoletani di dicembre si trovano anche qui, perché la Campania è la stessa da Napoli a Salerno: struffoli al miele e roccocò alle mandorle, venduti nelle pasticcerie del centro storico. Il programma della 21ª edizione, i suoi artisti e il suo tema non erano ancora dettagliati dal Comune a fine settembre 2026, solo le date lo erano.
Luci d’Artista 2026-2027: date, orari, parcheggi e navette
Il Comune di Salerno, organizzatore, annuncia sulla sua pagina aggiornata a giugno 2026 la 21ª edizione dal 14 novembre 2026 al 1° febbraio 2027, gratuita, negli stessi luoghi: villa comunale, cattedrale, Crescent e piazza della Libertà, largo Campo, lungomare Trieste, palazzo Genovese, piazza Abate Conforti, piazza Portanova. I fine settimana di dicembre sono molto affollati; la stampa locale consiglia le sere dal lunedì al giovedì, e di lasciare l’auto al parcheggio dello stadio Arechi, collegato al centro dalla metropolitana leggera, piuttosto che in piazza della Concordia, più cara.
- Dove: villa comunale, via Roma, 84121 Salerno, poi il centro storico, piazza Flavio Gioia e il lungomare Trieste; mercatino in piazza Sant’Agostino.
- Quando: dal 14 novembre 2026 al 1° febbraio 2027 secondo il Comune; luci accese ogni sera verso le 17; orari dell’inaugurazione e della mostra da confermare.
- Quanto: gratuito; il mercatino, i caffè e i parcheggi sono le sole spese.
- Come arrivare: stazione di Salerno (Frecciarossa, Italo, treni regionali da Napoli) a poche vie dalla villa comunale; parcheggio dello stadio Arechi e metropolitana leggera fino al centro.
- Nei dintorni: i mercatini di Natale di Napoli e la loro via San Gregorio Armeno, a un treno regionale di distanza, e più lontano i mercatini di Natale di Roma.
Salerno oltre le luci: cattedrale, Scuola medica e Costiera Amalfitana
La città di 125.000 abitanti ha una storia più lunga delle sue luminarie. Capitale di un principato longobardo dall’861 al 1076, prima della conquista normanna, ha ospitato nell’alto Medioevo la Schola Medica Salernitana, presentata come la prima università di medicina d’Europa, il cui giardino della Minerva, sopra il centro storico, conserva le piante della farmacopea. La cattedrale romanica, dedicata a san Matteo, custodisce le reliquie dell’apostolo sotto i mosaici policromi; a dicembre è uno dei monumenti illuminati dalle Luci d’Artista. In cima, il castello di Arechi domina la baia, e nel 1943, dopo l’armistizio, il re Vittorio Emanuele III e il governo Badoglio vi si rifugiarono, il che vale a Salerno il titolo di ultima capitale d’Italia prima di Roma. Il lungomare porta al mare, e in fondo alla baia comincia la Costiera Amalfitana, patrimonio Unesco: una giornata ad Amalfi o a Ravello tra due serate di luci si fa in autobus o in battello a seconda della stagione.
Come arrivare a Salerno da Napoli e Roma
La stazione di Salerno, aperta nel 1866 e scampata ai bombardamenti, è un nodo a dodici binari dove fermano i Frecciarossa e gli Italo, i treni regionali della linea Napoli-Salerno e la metropolitana leggera verso lo stadio Arechi: 6,5 milioni di viaggiatori l’anno, e il centro a piedi. Da Napoli, i regionali e i treni ad alta velocità fanno andata e ritorno in serata, il che permette di dormire a Napoli e venire a vedere le luci dopo via San Gregorio Armeno. Da Roma, i Frecciarossa e gli Italo servono Salerno senza cambi: dal 2009, secondo Wikipedia, la città è uno dei principali capolinea meridionali dell’alta velocità, con collegamenti diretti dalle città del Nord.
In auto, da Napoli sono una cinquantina di chilometri di A3, meno di un’ora senza traffico; da Roma, A1 fino a Napoli e poi A3 verso Salerno, poco più di 260 km, circa tre ore. Chi arriva in aereo atterra a Napoli-Capodichino, poi prende il treno da Napoli Centrale. Salerno ha anche il suo aeroporto, Salerno-Costa d’Amalfi, a Pontecagnano, a 21 chilometri a sud-est della città, riaperto al traffico commerciale l’11 luglio 2024; secondo Wikipedia diverse rotte sono solo stagionali e l’offerta invernale è limitata: Napoli-Capodichino resta la porta d’ingresso d’inverno. Una volta in città, i parcheggi dello stadio Arechi e la metropolitana leggera evitano di cercare posto in centro.
Il nostro consiglio
Segui il percorso nell’ordine degli organizzatori, villa comunale poi centro storico fino a piazza Flavio Gioia, una sera infrasettimanale a partire dalle 17, e concludi sul lungomare quando le vie si riempiono
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