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Marché de Noël de Mâcon, chalets illuminés en soirée Immagine illustrativa
Date da confermare

Mercatino di Natale di Mâcon

I mercatini di Natale di Mâcon allestiscono 18 casette e una pista di pattinaggio in place Saint-Pierre e place Saint-Nizier, con vini del Mâconnais, trenino incantato e festival Contes et Lumières.

Appuntamento locale Autentico Per famiglie Goloso Piccolo (meno di 30 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Mâcon

I punti forti del Mercatino di Natale di Mâcon

  • Diciotto casette e una pista di pattinaggio in place Saint-Pierre e place Saint-Nizier
  • Vini bianchi del Mâconnais: pouilly-fuissé, saint-véran, viré-clessé, mâcon-villages
  • Trenino incantato guidato da una cantastorie, villaggio delle bolle e Babbo Natale per le famiglie
  • Festival Contes et Lumières che illumina il centro e i quais della Saona
  • Roche de Solutré e circuito lamartiniano raggiungibili in auto

Dove dormire vicino al Mercatino di Natale di Mâcon

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

  • Vini del Mâconnais pouilly-fuissé, saint-véran, viré-clessé, mâcon-villages Vini della Borgogna
  • formaggio di capra mâconnais AOP Mâconnais
  • Pollame di Bresse
  • Pollo al vino
  • Œufs en meurette
  • Lumache
  • Galette bressane
  • Vin brulé

A metà strada tra la Borgogna e il Sud, Mâcon conserva tutto l’anno quell’aria di città sulla Saona dove le facciate ocra e i tetti di tegole annunciano già il Midi. A dicembre i mercatini di Natale di Mâcon sistemano le casette in place Saint-Pierre e place Saint-Nizier, ai piedi della grande chiesa neogotica, a poche vie dai quais e dal pont Saint-Laurent. Una pista di pattinaggio occupa il centro, le casette di legno la circondano, e tutto questo piccolo mondo si inserisce in un festival più ampio, «Contes et Lumières», che illumina il centro per tutto il mese. Si assaggiano i vini del Mâconnais, si incontra Babbo Natale, si segue un trenino incantato guidato da una cantastorie: quanto basta per riempire un tardo pomeriggio tra un giro di pattini e l’altro.

Le casette di place Saint-Pierre e place Saint-Nizier

L’appuntamento si tiene nel cuore del centro pedonale, in place Saint-Pierre e place Saint-Nizier, ridecorate da cima a fondo per l’occasione. Conta diciotto casette di legno distribuite intorno a una pista di pattinaggio, un formato raccolto che punta sulla convivialità piuttosto che sul gigantismo. Vai da un produttore a un artigiano in pochi passi, chiacchieri con i creatori di quello che fabbricano, e il ghiaccio al centro trattiene le famiglie per buona parte della giornata. Nel 2025 l’edizione festeggiava i venticinque anni sul tema della foresta incantata, con una scenografia di abeti, luminarie e personaggi che davano ai vicoli un’aria da fiaba. Il numero di casette varia poco da un anno all’altro, il che conserva all’appuntamento la sua scala di quartiere: se ne fa il giro senza perdersi, e si torna volentieri al banco notato all’andata.

La grande chiesa di Saint-Pierre, lunga settantacinque metri con le sue due guglie neogotiche, chiude la piazza e serve da punto di riferimento luminoso al visitatore. Lo scenario di Mâcon deve molto al fiume: a due minuti dalle casette, i quais della Saona sfoggiano le loro facciate colorate, quasi meridionali, e il pont Saint-Laurent scavalca il fiume dal Medioevo. Il festival «Contes et Lumières» veste tutta questa zona di decorazioni e installazioni luminose, da inizio dicembre fino ai primissimi giorni di gennaio. Risali verso la Maison de Bois, quella facciata medievale a graticcio scolpita con figure grottesche, una delle rare del genere a Mâcon, prima di ridiscendere verso la pista di pattinaggio a notte fatta. Questo miscuglio di vecchie pietre, luci e profumo di vin brulé dà al centro un carattere che deve tanto alla Borgogna quanto a quel sapore di Sud che la città rivendica.

Le golosità del Mâconnais ai mercatini di Natale di Mâcon

Qui il bicchiere di vin brulé ha una seria concorrenza: il Mâconnais è prima di tutto una terra di vigne. I vignaioli della zona propongono i loro bianchi, e che bianchi, con il pouilly-fuissé in testa, seguito dal saint-véran, dal viré-clessé e dai mâcon-villages che portano lontano la reputazione del vigneto. Nelle casette golose ritrovi anche il formaggio di capra locale, il mâconnais AOP, piccolo crottin dal gusto deciso che accompagna bene un bicchiere di bianco secco. La tavola borgognona completa il quadro: uova in meurette, escargot, pollo al vino, e il pollame della vicina Bresse, che resta il re dei pasti delle feste nella regione. Per finire con una nota dolce, la galette bressane, briosciata e ben zuccherata, si infila senza fatica nel sacco dei regali. Le casette salate non si limitano al prodotto locale in senso stretto: gaufre, caldarroste e raclette al formaggio fuso tengono anch’esse il loro posto, quanto basta per placare un languorino prima di un ultimo giro sui pattini.

Se il freddo pizzica un po’ lungo i quais, un bicchiere di vin brulé alle spezie sistema in fretta la faccenda. Puoi anche prolungare l’atmosfera a casa con una buona ricetta di vin brulé alla cannella e all’arancia, per rivivere la scena davanti al camino.

  • I vini bianchi del Mâconnais: pouilly-fuissé, saint-véran, viré-clessé e mâcon-villages, da assaggiare al bicchiere o da portare a casa per le feste.
  • Il mâconnais AOP, formaggio di capra locale a forma di piccolo tronco di cono, deciso in bocca.
  • Il pollame di Bresse e il pollo al vino, pilastri della tavola borgognona per i pasti di dicembre.
  • Le uova in meurette e gli escargot, classici da bistrot che si ritrovano nei menu del centro.
  • Il vin brulé alle spezie, servito bello fumante nelle casette, l’alleato delle serate in riva alla Saona.

Pista di pattinaggio, trenino incantato e orari del mercatino

L’ingresso al mercatino resta gratuito, paghi solo quello che consumi o porti a casa. L’edizione 2025 si è tenuta dal 10 al 24 dicembre, aperta da domenica a giovedì dalle 11.30 alle 19.30 e il venerdì e il sabato fino alle 20.30, con un’apertura serale il 19 dicembre e chiusura alle 16 il giorno della vigilia. Per l’inverno 2026 le date precise sono ancora da confermare da parte del Comune di Mâcon e dell’ufficio turistico Mâcon Sud Bourgogne, che di solito pubblicano il programma in autunno. La pista di pattinaggio installata al centro delle casette funziona per tutto il periodo, con pattini forniti sul posto, e trattiene tanto i principianti quanto gli habitué venuti a tracciare qualche figura. Il trenino incantato, guidato da una cantastorie, porta i bambini in un giro fiabesco del centro. Aggiungi il villaggio delle bolle, uno spazio scenografato aperto da fine novembre a inizio gennaio, i laboratori creativi in famiglia e i passaggi di Babbo Natale, e hai di che tenere i più piccoli con il fiato sospeso.

Per arrivare, la stazione di Mâcon-Ville ti lascia a una decina di minuti a piedi dalle piazze del mercatino, con collegamenti diretti per Lione, Digione e Chalon. La stazione TGV Mâcon-Loché, un po’ decentrata, collega Parigi in meno di due ore e si raggiunge in autobus o in taxi. In auto, diversi parcheggi circondano il centro pedonale, ma il sabato meglio puntare presto: i posti vicini ai quais si riempiono in fretta a dicembre. Il centro è pianeggiante e in buona parte pedonale, il che rende la passeggiata piacevole con un passeggino, anche se qualche tratto di pavé richiede un po’ di attenzione. Calcola un’ora buona per fare il giro delle casette, di più se prosegui con pista di pattinaggio e pausa golosa. Il sabato nel tardo pomeriggio resta il momento più animato, quando le luminarie si accendono e le famiglie si ritrovano sul ghiaccio; nei giorni feriali l’affluenza cala e circoli al tuo ritmo.

Cosa vedere intorno ai mercatini di Natale di Mâcon

Mâcon si racconta attraverso Alphonse de Lamartine, poeta romantico nato a Mâcon nel 1790. La città gli rende omaggio un po’ ovunque: statua in riva alla Saona, hôtel Senecé che ospita il museo che porta il suo nome, e un circuito lamartiniano che corre nel vigneto circostante, sulle tracce dei luoghi che hanno ispirato «Le Lac». Una passeggiata al caldo nel museo fa una bella pausa tra due passaggi al mercatino. Sui quais, la statua di Lamartine guarda scorrere la Saona, e i tavolini dei caffè danno alla città quel profumo di porta del Sud che la distingue dalle vicine borgognone. Il museo delle Orsoline, ospitato in un antico convento, completa il quadro sul fronte del patrimonio, con le sue collezioni di archeologia e belle arti da percorrere quando il freddo scoraggia la passeggiata in riva all’acqua.

A una ventina di minuti in auto, la Roche de Solutré erge il suo sperone calcareo sopra le vigne del Pouilly-Fuissé. Il sito preistorico, celebre per i suoi scavi e reso popolare dalla tradizionale ascesa di François Mitterrand ogni Pentecoste, offre un panorama che abbraccia la valle della Saona, il Giura e, con il cielo limpido, il Monte Bianco. Una camminata invernale fino alla cima mette appetito prima di ridiscendere ad assaggiare il vino della zona, e i villaggi vinicoli che la circondano, Fuissé, Vergisson, Solutré-Pouilly, meritano una deviazione per una degustazione da un vignaiolo. Per prolungare la stagione dei mercatini, i mercatini di Natale di Chalon-sur-Saône si raggiungono in un’ora scarsa verso nord, i mercatini di Natale di Beaune e i suoi Hospices aggiungono una tappa nel cuore della Côte, e i mercatini di Natale di Bourg-en-Bresse si visitano a meno di quaranta minuti, dalla parte della Bresse e del suo famoso pollame.

Il nostro consiglio

Prolunga la giornata con il museo delle Orsoline e la Maison de Bois medievale in centro, poi vai a vedere la Roche de Solutré e il suo panorama sulla valle della Saona, a venti minuti d’auto.

Riletto e approvato dalla redazione

Verificato il su 3 fonti ufficiali. Fonti dettagliate su richiesta.

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