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Marché de Noël d’Aoste
Apre tra 43 giorni

Mercatino di Natale di Aosta

I mercatini di Natale di Aosta, il Marché Vert Noël, coprono piazza Chanoux di casette e di abeti dal 21 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, a un’ora e mezza scarsa di autostrada da Torino.

Gita di un giorno Autentico Di montagna Medio (da 30 a 100 casette)

Aggiornato il

Dove si trova il Mercatino di Natale di Aosta

I punti forti del Mercatino di Natale di Aosta

  • Un villaggio di casette e di abeti veri davanti al municipio, in piazza Chanoux
  • L’artigianato valdostano: sculture in legno, grolle, pizzi, lana e canapa
  • Fontina, lardo di Arnad, jambon de Bosses e vin brulé alle casette golose
  • A un’ora e mezza scarsa di A5 da Torino, la città romana più facile da raggiungere dal Piemonte
  • L’arco di Augusto, la Porta Pretoria e il teatro romano illuminati lungo il percorso

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Specialità da assaggiare

I sapori che rendono unico questo mercatino

Fontina DOP

lardo di Arnad DOP

jambon de Bosses DOP

fromadzo DOP

vini della Valle d’Aosta

miele

dolci

vin brulé e caffè alla valdostana nella grolla

Ad Aosta i mercatini di Natale portano un nome francese, Marché Vert Noël, come si conviene nel capoluogo di una regione bilingue. Dal 21 novembre 2026 al 6 gennaio 2027 piazza Émile Chanoux, davanti al municipio, si copre di casette di legno e di abeti veri, con il Monte Bianco, il Gran Paradiso e il Cervino sullo sfondo. I mercatini di Natale di Aosta sono anche tra i più comodi da raggiungere per chi parte da Torino: l’autostrada A5 risale la valle fino in città in un’ora e mezza scarsa. Ci si viene per l’artigianato valdostano, la fontina e il vin brulé, in una città romana dove l’arco di Augusto e la Porta Pretoria sono ancora in piedi.

I mercatini di Natale di Aosta in piazza Chanoux

Il Marché Vert Noël ricrea un villaggio alpino in piazza Chanoux, la grande piazza rettangolare chiusa dal municipio e dai suoi portici. Le casette di legno si distribuiscono tra abeti piantati per l’occasione, illuminati da fili di luci, e al centro spicca un grande albero di Natale, decorato secondo l’ufficio turistico con più di 7.000 luci e 400 addobbi. Una facciata di fronte alla Porta Pretoria fa da schermo a un videomapping, e il parco Lussu si anima di giochi di luce quando cala la sera. L’edizione 2026 è la diciottesima.

Piazza Chanoux non è sempre stata la scenografia. Per anni il mercatino ha occupato l’area archeologica del teatro romano, con un’estensione in piazza Arco d’Augusto nel 2021, e le sue casette ai piedi delle mura antiche ne hanno fatto la fama. I lavori di restauro del teatro hanno imposto lo spostamento: nel 2022 e nel 2023 si è diviso tra piazza Caveri, piazza Giovanni XXIII e piazza Roncas, prima di fissarsi in piazza Chanoux nel 2024 e nel 2025. Il teatro romano, illuminato, resta sul percorso della visita e si vede dalla strada, anche quando le sue gradinate non sono aperte.

Fontina, lardo di Arnad e vin brulé

Le casette si dividono tra artigianato e prodotti della valle. Sul fronte dell’artigianato si trovano le sculture in legno che fanno la fama della Valle d’Aosta, ceramiche, candele profumate, saponi, tessuti di lana, di feltro e di canapa, pizzi e decorazioni natalizie, con qualche antiquario. A tavola, la fontina DOP, il formaggio d’alpeggio della fonduta valdostana, il lardo di Arnad DOP, il jambon de Bosses DOP, il fromadzo DOP, i vini della valle, il miele e i dolci. Il vin brulé si serve nel bicchiere; ad Aosta lo si accompagna volentieri con una fetta di pane nero con il lardo. Per capire cosa lo distingue dal vin chaud alsaziano o dal Glühwein austriaco, leggi il vin brulé e le sue varianti.

La valle ha un’altra tradizione di condivisione, il caffè alla valdostana, servito nella grolla o nella coppa dell’amicizia, un recipiente di legno a più beccucci da cui si beve a turno un caffè al genepì flambé. Gli artigiani del mercatino ne vendono, ed è il souvenir che riassume meglio la regione. Il programma annuncia ogni anno concerti di Natale, gruppi folkloristici, dimostrazioni di artigiani, visite guidate dell’Aosta romana e laboratori per i bambini. Sotto l’arco di Augusto è installato un «libro magico parlante» per i più piccoli.

Date, orari e informazioni pratiche per il 2026

Il Comune di Aosta e l’ufficio turistico regionale confermano la diciottesima edizione dal 21 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, tutti i giorni dalle 10 alle 20. Il 25 dicembre apertura dalle 15 alle 20; il 1° gennaio dalle 11 alle 20. L’ingresso è libero. Il numero di casette varia da un’edizione all’altra: 42 nel 2024, secondo l’agenda Rendez-vous VdA; il dato 2026 non è pubblicato.

  • Dove: piazza Émile Chanoux, davanti al municipio, nel centro di Aosta, a cinque minuti a piedi dalla stazione.
  • Quando: dal 21 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, dalle 10 alle 20; dalle 15 alle 20 il 25 dicembre, dalle 11 alle 20 il 1° gennaio.
  • Quanto: ingresso gratuito; da 10 a 25 € a persona per un vin brulé, un tagliere di salumi e un pezzo di fontina da portare a casa.
  • Come arrivare: A5 da Torino, oppure A4 e A5 da Milano; in treno, linea Torino-Ivrea-Aosta, da verificare al momento della partenza.
  • Nei dintorni: i mercatini di Natale di Chamonix dall’altra parte del tunnel del Monte Bianco, i mercatini di Natale di Torino a valle lungo la A5, e quelli di Annecy per chi prosegue in Alta Savoia.

Il centro di Aosta è piccolo e pianeggiante, incastonato nell’antico reticolo romano: piazza Chanoux, via Porta Pretoria, l’arco di Augusto e la collegiata di Sant’Orso si girano a piedi in un’ora. Il mercatino non dice nulla sull’accessibilità in sedia a rotelle; la piazza è piana e asfaltata, cosa che dovrebbe aiutare. Le casette sono tenute da espositori valdostani, che raccontano volentieri come si fabbrica uno zoccolo o come si stagiona una fontina.

Come arrivare ad Aosta da Torino, Milano e Genova

L’auto è la soluzione più diretta. Da Torino l’autostrada A5 risale la valle fino ad Aosta: circa 115 km, un’ora e mezza scarsa senza traffico. Da Milano si prende la A4 e poi la A5, due ore e un quarto per circa 185 km; da Genova ci vogliono quasi tre ore. L’autostrada è a pedaggio e il centro di Aosta è in parte riservato ai pedoni; i parcheggi circondano il centro storico, tra cui quello della stazione. Chi arriva dalla Francia passa dal tunnel del Monte Bianco, che sbocca a Courmayeur, e chi viene dalla Svizzera dal tunnel del Gran San Bernardo, da Martigny; il colle del Piccolo San Bernardo è chiuso d’inverno.

In treno, Aosta è il capolinea della linea che arriva da Torino Porta Nuova passando per Chivasso e Ivrea. Secondo Wikipedia, i treni Torino-Ivrea si susseguono a cadenza pressoché oraria, ma tra Ivrea e Aosta il servizio è sostituito da autobus dal 3 gennaio 2024 per i lavori di elettrificazione, con fine lavori prevista nel 2026: consulta l’orario di Trenitalia prima di contarci. Da Milano si raggiunge Torino o Chivasso con i treni della linea Milano-Torino, poi si prosegue sulla linea valdostana. Autobus collegano anche Courmayeur ad Aosta, comodi per chi soggiorna in alta valle senza auto. L’aeroporto più vicino è quello di Torino.

Aosta a dicembre: la Roma delle Alpi

Aosta fu fondata nel 25 a.C. con il nome di Augusta Praetoria Salassorum, all’incrocio delle strade del Gran e del Piccolo San Bernardo, e la sua pianta a scacchiera non è cambiata da allora. L’arco di Augusto, la Porta Pretoria, il teatro, l’anfiteatro, il criptoportico del foro e lunghi tratti delle mura si vedono ancora in elevazione, il che vale alla città il soprannome di Roma delle Alpi. Il Medioevo ha aggiunto la cattedrale, le cui campane suonano ogni giorno alle 11.30 dal 1536 per celebrare, dice la leggenda, la fuga di Giovanni Calvino, e la collegiata di Sant’Orso con il suo chiostro romanico. Il museo archeologico regionale e l’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans risalgono ancora più indietro.

Se il tuo soggiorno può slittare verso fine gennaio, la Fiera di Sant’Orso, il 30 e il 31 gennaio, riunisce nel centro storico gli scultori del legno, gli zoccolai della val d’Ayas, le merlettaie di Cogne e i tessitori di Champorcher: è lo stesso artigianato dei mercatini di Natale, in versione millenaria. Per il resto dell’inverno Aosta fa da base per sciare: la telecabina di Pila parte da Aosta stessa, e le grandi stazioni di Courmayeur, Cervinia o La Thuile sono a meno di un’ora. I mercatini di Natale di Aosta 2026 si combinano quindi senza fatica con due giorni di piste, un tagliere di fontina e una giornata a Courmayeur ai piedi del Monte Bianco.

Il nostro consiglio

Arriva prima delle 16 per vedere la piazza e gli abeti di giorno, poi resta per il videomapping proiettato sulla facciata di fronte alla Porta Pretoria, vicino alla piazza, quando l’albero da 7.000 luci acquista tutto il suo senso

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