Dove si trova il Mercatino di Natale di Saint-Jean-de-Luz
I punti forti del Mercatino di Natale di Saint-Jean-de-Luz
- Casette in place Foch, in pieno centro, vicinissime al porto e alla chiesa di Saint-Jean-Baptiste
- Abete fiabesco di 12 metri e spettacolo di suoni e luci in place Louis XIV, in francese e in euskara
- Grande parata di Olentzero, il carbonaio basco, con carri musicali e luminosi
- Specialità basche: prosciutto di Bayonne, Ossau-Iraty, peperoncino di Espelette, macaron della Maison Adam, gâteau basque
- Scenario marittimo e patrimonio reale (maison Louis XIV, matrimonio del 1660)
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Specialità da assaggiare
I sapori che rendono unico questo mercatino
Prosciutto di Bayonne
formaggio di pecora Ossau-Iraty
peperoncino di Espelette
macaron di Saint-Jean-de-Luz
gâteau basque
touron
vino di Irouléguy
sidro basco e vin brulé speziato
Tra l’oceano e le montagne basche, Saint-Jean-de-Luz accende le sue feste intorno a place Foch, a pochi vicoli dal porto di pesca e dalla baia protetta dalle sue tre dighe. I mercatini di Natale di Saint-Jean-de-Luz riuniscono una ventina di casette dove gli artigiani del Paese Basco espongono salumi, formaggio di pecora, berretti e makhila, mentre place Louis XIV, poco più in là, si accende intorno a un abete di dodici metri. Lo scenario è quello di una città di corsari diventata stazione balneare, con le sue case a graticcio rosse e verdi, la chiesa di Saint-Jean-Baptiste dove Luigi XIV sposò l’Infanta nel 1660, e quella particolare luce d’inverno che arriva dall’Atlantico. Si viene per l’artigianato, per la gola, e per quel momento tutto basco che è il passaggio di Olentzero.
Le casette di place Foch e l’abete fiabesco
Il villaggio si organizza in place Foch, in pieno centro, a due minuti dalla chiesa e dalla maison Louis XIV. Una ventina di banchi vi riuniscono artigiani, creatori e commercianti del quartiere, su una piazza animata e insieme facile da percorrere con i bambini. Passi da un banco di peperoncino di Espelette a uno di gioielli, da un produttore di formaggio a un venditore di touron, senza mai sentirti sommerso dalla folla. L’atmosfera dipende tanto dai prodotti quanto dagli scambi con chi li fabbrica, una costante dei mercatini baschi dove si ama prendersi il tempo di raccontare da dove viene quello che si vende.
A pochi passi, place Louis XIV concentra la parte fiabesca dei festeggiamenti. Un abete di dodici metri, installato all’altezza del chiosco, si anima ogni sera con uno spettacolo di suoni e luci intitolato «Un Noël gourmand et multicolore», recitato in francese e poi in euskara. Le luminarie vestono le facciate del centro antico, e i canti baschi risuonano regolarmente sulla piazza, con un vino o una cioccolata calda in mano. La vicinanza del porto arricchisce il quadro: gli alberi delle barche, i colori delle facciate e lo sciabordio della baia non sono mai lontani, il che dà a queste serate di dicembre un tocco marittimo che non si trova ovunque.
Intorno alle Halles, un mercatino dei creatori completa l’appuntamento in alcune date di dicembre. Gli artigiani vi propongono gioielli, ceramiche, biancheria basca e piccoli oggetti di decorazione, quanto basta per trovare un regalo fuori dall’ordinario. La rue Gambetta, arteria commerciale e pedonale del centro, prolunga la passeggiata con le sue vetrine illuminate e i suoi negozi di specialità. Tra place Foch, place Louis XIV e i quais, tutto si fa a piedi in pochi minuti, il che lascia il tempo di alternare casette, patrimonio e pausa golosa senza mai riprendere l’auto.
Le golosità dei mercatini di Natale di Saint-Jean-de-Luz
Sul fronte dei sapori, siamo nel paese del mangiar bene, e le casette lo ricordano in fretta. Il prosciutto di Bayonne, il formaggio di pecora Ossau-Iraty e i salumi baschi formano la base dei banchi salati, spesso proposti in degustazione prima dell’acquisto. Il peperoncino di Espelette profuma tutto, dalle conserve alle terrine, e i produttori di Irouléguy presentano i loro vini rossi di carattere, da portare a casa per i pasti delle feste. Impossibile passare da Saint-Jean-de-Luz senza citare il macaron della Maison Adam, la cui storia risale al matrimonio reale del 1660, né il gâteau basque alla ciliegia nera o alla crema, un classico delle vetrine dei pasticceri.
I golosi trovano anche il touron, il dolce di mandorle e frutta secca ereditato dalla tradizione iberica, e di che scaldarsi tra una casetta e l’altra. Un buon vin brulé alle spezie si gusta sulla piazza, e se vuoi prolungare l’atmosfera a casa, una ricetta di vin brulé alla cannella e all’arancia fa già buona parte della strada. Anche il sidro del Paese Basco, più secco del cugino normanno, merita una prova per chi preferisce la mela all’uva.
Il miele dei Pirenei, le confetture di ciliegia nera di Itxassou e la pasta di mele cotogne completano i banchi dolci. Alcuni banchi propongono il ttoro da portar via, la zuppa di pesce di Saint-Jean-de-Luz nata nelle cucine dei marinai, cotta a fuoco lento con triglie, grongo, cozze e un fondo insaporito dal peperoncino. È prima di tutto un piatto di porto, sostanzioso, che ricorda come la città abbia vissuto di mare prima di vivere di turismo. Tra una degustazione e l’altra, i produttori raccontano volentieri la storia della loro pastorizia, della transumanza sui pascoli d’alta quota o della stagionatura dell’Ossau-Iraty in cantina, e questi scambi valgono spesso quanto l’acquisto.
- Il prosciutto di Bayonne e l’Ossau-Iraty, formaggio di pecora dei Pirenei, in degustazione diretta alla casetta.
- Il peperoncino di Espelette in tutte le sue forme, trecce essiccate, polvere, terrine e conserve piccanti.
- Il macaron di Saint-Jean-de-Luz, specialità della Maison Adam legata al matrimonio di Luigi XIV, e il gâteau basque.
- Il vino rosso di Irouléguy e il sidro basco, da assaggiare al bicchiere o da portare via per le feste.
- Il touron e il vin brulé speziato, due classici per sgranocchiare e scaldarsi sotto le luminarie.
Olentzero, la parata e i momenti forti
Il personaggio centrale delle feste basche è Olentzero, un carbonaio delle montagne che scende nei villaggi la notte di Natale per portare i regali ai bambini. La sua sagoma rustica, berretto in testa e pipa in bocca, contrasta con il classico Babbo Natale e radica le feste nella cultura locale. La sua grande parata attraversa il centro accompagnata da Mari Domingi e dai Galtzagorri, i piccoli folletti dispettosi, su carri musicali e luminosi. Ballerini, giganti, trampolieri e giocolieri seguono il corteo in un’atmosfera di festa, uno dei momenti più attesi del calendario di Saint-Jean-de-Luz. Accanto alla parata, i festeggiamenti inanellano la parata luminosa di Babbo Natale a inizio dicembre, uno spettacolo pirotecnico, canti baschi e lo spettacolo quotidiano dell’abete.
I bambini hanno la loro parte con laboratori, animazioni sulle piazze e l’incontro con Olentzero in persona, che si prende il tempo di ascoltare le richieste dell’ultimo minuto. I gruppi di canto in euskara, molto presenti nella regione, danno alle serate un colore sonoro particolare, tra polifonie e ritornelli ripresi dalla folla. Questa dimensione viva della cultura basca fa la differenza rispetto a un mercatino più standard: qui la lingua, la mitologia e la musica hanno un posto vero nella festa, e non solo come decorazione.
Il mercatino resta a ingresso gratuito, paghi solo quello che assaggi o porti a casa. Gli orari variano a seconda del periodo: indicativamente dalle 10 alle 19 nei giorni feriali fuori dalle vacanze, con aperture serali il venerdì e il sabato fino alle 20.30, e una fascia più ampia durante le vacanze scolastiche. Per l’inverno 2026 le date esatte sono ancora da confermare da parte del Comune e dell’ufficio turistico, che pubblicano il programma in autunno. L’agenda JDS, alimentata dall’ufficio turistico del Paese Basco, annuncia da parte sua il villaggio di Natale in place Foch tutti i giorni dal 28 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, dalle 10 alle 19, informazione da confermare da parte del Comune. Calcola una o due ore per fare il giro delle casette, di più se prosegui con lo spettacolo dell’abete in place Louis XIV e una passeggiata sul porto.
Accesso e patrimonio intorno al mercatino
In treno, la stazione di Saint-Jean-de-Luz Ciboure si trova a breve distanza dal centro, sulla linea che collega Bayonne e Biarritz a Hendaye, il che rende la giornata senza auto molto fattibile. In auto, diversi parcheggi circondano il cuore storico, ma si riempiono in fretta nei weekend di dicembre: puntare alla mattina o al tardo pomeriggio evita parecchi giri dell’isolato. Il centro è pedonale per la maggior parte e resta nel complesso accessibile, anche se qualche vicolo pavimentato richiede un po’ di attenzione con un passeggino.
Il patrimonio di Saint-Jean-de-Luz si visita al caldo tra una casetta e l’altra. La chiesa di Saint-Jean-Baptiste, la più vasta delle chiese basche a gallerie di legno, conserva la porta murata da cui uscirono Luigi XIV e l’Infanta Maria Teresa dopo il loro matrimonio nel 1660. La maison Louis XIV, in place Louis XIV, e la maison de l’Infante, di fronte al porto, raccontano quell’episodio reale e l’età d’oro degli armatori. La città fu un grande porto di corsari e di caccia alla balena, poi di pesca al merluzzo e al tonno, una storia marittima ancora leggibile sui quais. Per prolungare il weekend nel Paese Basco, i mercatini di Natale di Bayonne e i mercatini di Natale di Biarritz si raggiungono in una trentina di minuti, e i mercatini di Natale di Pau aprono la porta del Béarn e dei Pirenei.
Il nostro consiglio
Abbina le casette di place Foch allo spettacolo dell’abete in place Louis XIV, poi a una passeggiata sul porto e alla chiesa di Saint-Jean-Baptiste, tutto a pochi minuti a piedi.
Riletto e approvato dalla redazione
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